di Marco Torricelli
Un gattino. Sembrava proprio un piccolo micio abbandonato. Invece era un topone. Bello grosso e, pure, cicciotto. Scorrazzava tranquillo in pieno centro, nel quartiere Duomo incontrarli in giro per le vie e i vicoli è diventata la norma, fino a quando non mi ha visto e si è infilato in una grata che porta nel sottosuolo.
Invasione Poi nel giro di una mezz’ora, me ne sono passati in mezzo alle gambe altri due, più piccoli e velocissimi. Spariti, a loro volta, in uno dei tanti cunicoli e tombini di cui il centro storico è pieno. Un centro che, da tempo, è letteralmente invaso da questi – peraltro prolifici – roditori che, tra sacchi e sacchetti della cosi detta ‘raccolta differenziata’, tra vanno a nozze.
Il piano Il Comune di Terni aveva predisposto un piano di derattizzazione, ampio articolato: prevedeva gli obblighi – per i proprietari di immobili, per gli amministratori di condominio, per i responsabili dei cantieri edili – rappresentati da un doppio trattamento derattizzante nelle aree di competenza. Ma prevedeva anche che il Servizio idrico integrato lo effettuasse sull’impianto fognario e che il consorzio ‘Tevere-Nera’ facesse altrettanto sui canali di pertinenza. Visto il continuo aumento dei roditori a spasso per il centro, forse qualcosa non ha funzionato.



Bisogna mettere dei contenirori per l’immondizia altro che derattizzazione! ma ci vuole tanto a capirlo?