di Marco Torricelli
L’idea è quella dar vita «ad una totale ristrutturazione del piano terra di palazzo Montani Leoni, sella sede della fondazione Carit». Per farne, spiega il presidente, Mario Fornaci, «il salotto della fondazione, ma anche dell’intera città».
Il concorso Per farlo è stato istituito un concorso, intitolato a Tommaso Ernesto – ‘Tommy’ – D’Annibale, scomparso prematuramente un anno e per il quale «abbiamo dato vita ad un bando internazionale, per uscire dal dal guscio provinciale e perché siamo sempre sotto controllo». Una dozzina i progetti che hanno partecipato e tre, dopo un lungo esame, quelli selezionati. Tra i quali, poi, è stato scelto il migliore.
I premi Il progetto vincente – a cui è andato un premio di 6.500 euro – è stato realizzato dagli architetti ternani Pier Francesco Duranti, Simone Lorenzoni e Giuseppe Andreoli, con la collaborazione di Alfredo De Luca. Al secondo posto, premiato con 4.500 euro, il progetto degli architetti cuneesi Diego Repetto, Carlo Broccardo e Gian Piero Tozzo. Terzo classificato, premiato con 2.500 euro, il progetto dello studio associato romano Cibinel-Laurenti-Martocchia. I tre progetti resteranno esposti, a palazzo Montani Leoni, fino al 19 aprile prossimo.
I lavori Il progetto vincitore del concorso, adesso, «sarà sottoposto alle opportune verifiche pratiche – ha spiegato il presidente Fornaci – e potrà quindi essere dato il via alla fase esecutiva, che contiamo di far partire entro ottobre, così da completare i lavori per la primavera del 2015».
La gara Lui non lo ha detto, ma appare ovvio che, dopo la gara per stabilire quale progetto realizzare, ce ne vorrà un’altra per scegliere la ditta che lo realizzerà e, anche questo appare ovvio, pure quella dovrà essere aperta al maggior numero possibile di concorrenti. Proprio per uscire dal ‘guscio provinciale’ a cui Fornaci ha opportunamente fatto riferimento.
La Fondazione In arrivo, per la fondazione Carit, ci sono altri appuntamenti importanti: «Dall’approvazione del bilancio – dice una fonte bene informata ad Umbria24 – alla nomina del presidente dell’assemblea dei soci, con la possibile conferma di Luigi Carlini, genero del presidente Fornaci; all’integrazione del Collegio di presidenza, con il possibile ingresso di Luigi Filipetti e, pure, con la possibile grana rappresentata dalla scadenza di mandato per quattro soci». Che però si vorrebbero far restare in carica anche dopo i dieci anni previsti: «Ma la cosa non piace a tutti, visto che il nuovo statuto prevede una ‘sforbiciata’ proprio al numero dei soci e questa decisione apparirebbe decisamente contraddittoria».
Lo statuto Il nuovo statuto della fondazione, «dopo le polemiche che ne hanno caratterizzato la nascita, è attualmente all’esame del ministero dell’economia» e sarebbe stata messa a punto anche una «dettagliata lettera di chiarimenti in riferimento ai vari punti sui quali erano state sollevate delle perplessità». Una delle quali era relativa alla presenza del vice presidente, Francesco Quadraccia, nel consiglio di amministrazione di un’altra fondazione, quella per le Cellule staminali. Lui, Quadraccia, si era immediatamente dimesso da quest’ultimo incarico.
L’università Tanto che, rivela la nostra fonte, «adesso ci sarebbe chi vorrebbe chiedere chiarimenti anche al presidente Fornaci, visto che lui figura tra i membri del ‘consorzio universitario’, che dalla fondazione Carit riceve soldi proprio come li riceve la fondazione per le Cellule staminali». Mercoledì c’è l’assemblea.
