La ex Fabbrica d'armi

Gesto simbolico, ma fino ad un certo punto. Lunedì i sindacati del Polo di mantenimento armi leggere, la ex fabbrica d’armi di Terni – «in considerazione del perdurare dei problemi interni, dello stato di incertezza relativo alla riorganizzazione e coerentemente con la mobilitazione posta in essere fino a ora» – diserteranno la cerimonia di insediamento del nuovo comandante.

Nuovo comandante Il colonnello Gabriele Ghione lascia infatti l’incarico di comandante del polo ed al suo posto è stato nominato il colonnello Ezio Vecchi che, lunedì mattina, assumerà ufficialmente il comando.

I tagli I sindacati – che hanno anche organizzato manifestazioni di protesta – contestano «la proposta di ridimensionamento, sia in termini di organici che di funzioni, formulata dallo stato maggiore dell’esercito (un taglio lineare di 100 unità dalla attuale pianta organica), in totale contrasto con quanto affermato sia dai decreti legislativi che dallo stesso ministro e confermano le valutazioni negative che hanno in ogni sede rappresentato sulla legge di revisione dello strumento militare, che, nel tentativo di ridurre i costi, ha solo tagliato posti di lavoro civili e militari, senza realizzare alcun tipo di risparmio e lasciando inalterate ampie aree di privilegio».

UNA PROTESTA DEI LAVORATORI

I numeri A fronte di una pianta organica di 451 unità, dicono i sindacati, «la forza effettiva scenderà progressivamente, a 300 unità circa alla fine del 2015. A quella data, avverrà una notevole riduzione della capacità produttiva dell’ente e il depauperamento del prezioso know how acquisito, con la conseguente mancanza di supporto logistico alle forze armate impegnate sia in patria che all’estero».

Il ministro Un anno fa, più o meno, alla fabbrica d’armi di Terni era passata anche Roberta Pinotti, attuale ministro della difesa e allora ‘solo’ sottosegretario. In quella occasione aveva parlato «dell’importanza delle attività che si svolgono in questo luogo e della necessità di attivarsi, in tempi brevi, per definire un percorso che permetta a questo complesso di continuare a svolgere il suo ruolo decisivo».

COSA DISSE ROBERTA PINOTTI

L’appello I sindacati del polo di mantenimento armi leggere, «nel dare la loro disponibilità ad un serio e costruttivo confronto con la nuova direzione, esortano gli enti locali e tutti i rappresentanti delle forze politiche al rispetto degli impegni presi durante gli incontri istituzionali e la recente campagna elettorale».