Cimitero di Terni (foto archivio)

di Marco Torricelli

La figlia sta al piano di sopra. Ma lei – ha 84 anni e il morbo di Parkinson la costringe su una sedia a rotelle – non può andare a trovarla. Da più di un mese l’ascensore è rotto e quelle tre rampe di scale, per lei, sono inaccessibili.

L’ascensore E così non è mai potuta andare da sua figlia, che è morta ad aprile e per la quale l’unico posto che si è riusciti a trovare, nel cimitero cittadino, è un loculo – nella parte più moderna – posizionato nella parte superiore di un blocco a più piani e per il quale, proprio pensando a situazioni del genere, oltre alle scale sono stati messi degli ascensori. Che però può succedere che si rompano.

Le schede È quello che è successo «a causa di un fulmine – dicono alla Samerlift di Perugia, titolare dell’appalto per le manutenzioni – che ha bruciato due schede elettroniche». Ma i pezzi di ricambio non dovrebbero essere disponibili in tempi ragionevoli? «Non è così semplice, perché il montaggio lo ha fatto l’azienda costruttrice (la Kone; ndr) e non noi – è la spiegazione – che ci attiviamo, quando accadono fatti del genere, per reperirli sul mercato. Non appena le schede saranno disponibili verranno montate».

I tempi Il fatto è che non si sa quando saranno disponibili: «Purtroppo non dipende solo da noi – dice un gentile addetto della Samerlift – ma anche dai fornitori». La reazione della famiglia dell’anziana è di sconforto: «Forse bastava muoversi prima – dicono – visto che la prima segnalazione l’abbiamo fatta il 16 aprile – raccontano – e poi abbiamo fatto molti solleciti, ad alcuni dei quali è stato risposto anche in maniera scortese. Ci rendiamo conto che non tutti i dipendenti comunali possono essere sensibili nello stesso modo, ma qui si parla comunque di un disservizio grave ed al quale non viene data la giusta attenzione».

La catena Chiedi un po’ in giro e viene fuori che, in fondo, il problema è la solita catena perversa, alla fine della quale c’è il cittadino: l’appalto – che è in scadenza a giugno e ci dovrebbe essere, quindi, una nuova gara – prevede degli impegni economici, da parte del comune, che non sarebbero ‘onorati’ con la puntualità necessaria, anzi: i pagamenti viaggerebbero con un paio d’anni di ritardo.

Il servizio La Samerlift, su questo, non scuce mezza parola: «Se anche fosse così, ma io non le sto dicendo questo – è sempre il gentile addetto a parlare – non sarebbe certo il motivo per cui si verificano questi problemi. Come le spiegavo, si tratta di normali problematiche legate alle tempistiche di approvvigionamento dei materiali». Tutto chiaro, insomma: l’anziana signora se ne faccia una ragione. O forse no. Forse basterebbe che, magari nel prossimo appalto, ammesso che in quello esistente non ci siano, si inseriscano i tempi entro i quali devono essere effettuati gli interventi di riparazione.

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