di Marco Torricelli
La presa di posizione è chiara. E forte. Ma soprattutto pare destinata ad avere evidenti ripercussioni sui rapporti, sempre molto problematici, tra le varie realtà che compongono l’universo cooperativo ternano. E tra due di loro in particolare.
Il personale Si parla, manco a dirlo, del controverso appalto Asl e della gestione del personale, proveniente dalla cooperativa Aidas, da parte della Actl. La vice presidente di Aidas, Patrizia Lo Iacono, è decisa: «Nel corso di un incontro con Cisl e Cgil (la Uil era assente), è stato ribadito che a seguito del cambio di gestione dell’appalto Asl, nessuna unità lavorativa è rimasta senza lavoro e, anzi, in un’azione concertata con la cooperativa Actl, Cgil e Cisl, sono state riassunte le persone ancora inoccupate e ingiustamente licenziate dal precedente gruppo dirigente».
Il bilancio Secondo Patrizia Lo Iacono, però, «permangono purtroppo gravissime le condizioni economico-finanziarie della cooperativa», addebitate «al passato consiglio di amministrazione». Tanto che, insiste, «non è ancora chiaro quale sia l’ammontare dei debiti di Aidas e delle controllate», motivo che avrebbe indotto allo slittamento ad ottobre della discussione del bilancio.
La replica Un gruppo di socie e soci Aidas, però, non ci sta: «Noi chiediamo semplicemente il rispetto delle leggi e delle regole – dicono – e vorremmo che le decisioni venissero prese all’interno dell’azienda e non esternamente». E chiedono «il rispetto di quanto previsto dall’articolo 12 del capitolato d’appalto che recita testualmente che l’azienda subentrante, nel caso in cui siano rimaste invariate le prestazioni richieste e risultanti nel capitolato d’appalto o convenzione, assumerà, nei modi e condizioni previsti dalle leggi vigenti, garantendo il mantenimento della retribuzione da contratto nazionale in essere (retribuzione contrattuale), ivi compresi gli scatti di anzianità maturati».
Le ferie Ma non basta, perché «gradiremmo sapere, dalla vice presidente Lo Iacono, come risponde al fatto che socie Aidas assunte dal 1990 per i servizi oggetto dall’appalto (Distretti e Centro geriatrico) si trovano oggi in ferie e senza nessuna indicazione in merito alle prospettive di lavoro e gradiremmo sapere dalla vice presidente come ha tutelato le socie che sono passate alla Actl visto che sono state assunte con contratti a tempo determinato con conseguente riduzione dei livelli contrattuali».
I certificati penali Secondo le socie e i soci Aidas, poi, «la vice presidente Lo Iacono si è dimenticata di dire che sono passate persone, dall’Aidas all’Actl, che nulla avevano a che fare con i servizi oggetto dell’appalto e, anzi, erano inquadrate con qualifiche impiegatizie, lasciando fuori persone che da oltre 20 anni svolgevano il servizi domiciliari e servizi al centro geriatrico». E fanno, pure, nomi e cognomi «di tutte le persone che in realtà sono passate e che non sarebbero dovute passare». E poi c’è un affondo deciso: «Dalla vice presidente Lo Iacono, ci piacerebbe sapere perché, dopo numerose richieste scritte, a tutt’oggi non ha mostrato i certificati dei casellari giudiziari dei membri del consiglio di amministrazione».
La polemica Va ricordato che tra Aidas e Actl i rapporti sono sempre stati molto tesi, con accuse e repliche al vetriolo da una parte e dall’altra. Lunedì due gruppi di lavoratrici e lavoratori sono arrivati a contrapporsi – in maniera molto civile e limitandosi ad esporre dei cartelli – nella sala del consiglio comunale: da una parte c’erano quelli favorevoli al ‘nuovo corso’ dell’Aidas e alle operazioni che hanno portato una parte del personale ad essere assunto dall’Actl; dall’altra parte c’erano ovviamente quelli contrari. Mercoledì mattina, alle 9 e alle 10,30, entrambi i gruppi saranno ricevuti dai capigruppo in consiglio.
Le lettere Uno scambio di lettere, avvenuto nel mese di settembre, tra la presidente di Aidas, Patrizia Gregori e il presidente di Actl, Sandro Corsi, non sembrava favorire il dialogo: la prima, inviando l’elenco dei lavoratori da trasferire, vi indicava anche i relativi ‘livelli’ contrattuali (che secondo alcuni non sarebbero stati garantiti nel passaggio), mentre il secondo replicava che si sarebbero dovuti verificare «i mutamenti e modalità di servizio operati dal committente (la Asl2; ndr) attraverso il capitolato», per il loro eventuale riconoscimento. Anche per Corsi, però, che aveva parlato di «documentazione incompleta», arriva una precisazione: «Come fa a dire che non sono state inviate le liste corrette, quando in realtà sono state inviate delle con posta elettronica certificata il 19 settembre 2013?».
La distensione La sortita della vice presidente di Aidas, insomma, se aveva fatto intravvedere un percorso alternativo e, soprattutto, un atteggiamento diverso, rispetto a quello della presidente: «Il nuovo cda – ha fatto sapere Patrizia Lo Iacono – vuole interrompere una stagione di conflitti con istituzioni, cooperative, lavoratori e concentrarsi sul futuro dei soci»; ha provocato una reazione che, forse non si attendeva. Anche se non aveva trascurato di garantire che si starebbe «valutando di intraprendere tutte le azioni possibili, comprese quelle di responsabilità sui vecchi amministratori».
Lo scontro Quello che si prospetta, insomma, è un nuovo scontro. Quasi una resa dei conti, tra il vecchio consiglio di amministrazione e il nuovo. Ma c’è un altro dubbio, che si è insinuato in queste ore: che fine farà la neo presidente di Aidas, Patrizia Gregori? La sua nomina, avvenuta dopo che l’assemblea dei soci aveva scelto di cambiare rotta – eleggendola in un consiglio di amministrazione composto anche da Pierino Martinelli, Fabiana Ernani, Patrizia Lo Iacono e Antonella Mora – sarebbe già in discussione. Forse se ne potrà sapere qualcosa presto: per mercoledì è prevista una riunione proprio di quel cda che lei presiede. Ma la riunione non l’ha convocata lei.
