di M.R.
Solo una passerella metallica, ma senza dubbio con qualcosa da raccontare. Uno dei tanti segni della vocazione e della storia industriale della città di Terni. L’usura del tempo e l’esposizione alle intemperie però l’hanno resa una minaccia per la pubblica incolumità. Ecco perché la Telfer di Papigno sarà smontata e rimosa, poi chissà forse restaurata per la gioia dei nostalgici. L’ok definitivo alle operazioni di rimozione arriva direttamente dalla presidenza del consiglio dei ministri dove si tenuta la conferenza dei servizi.
La passerella che sarà rimossa: fotogallery
Addio alla Telfer Comune di Terni, Prefettura, Soprintendenza dell’Umbria e Segretariato generale del ministero dei beni ambientali e culturali hanno definitivamente approvato, a Roma, quanto già stabilito nell’agosto del 2014 nel corso del tavolo convocato a palazzo Bazzani sui temi della sicurezza: «La rimozione è necessaria – aveva spiegato allora l’assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari – e l’intervento sarà avviato il prima possibile, comunque entro l’inizio di settembre. Contiamo di concludere l’intera operazione nel giro di quattro-cinque mesi al massimo».
Conferenza dei servizi Evidente che i tempi abbiano subito un deciso ritardo, la nuova scadenza è fissata ai primi mesi del 2016. L’accordo raggiunto dalla conferenza dei servizi è quello su un progetto di smontaggio propedeutico al restauro e alla valorizzazione.Il Comune di Terni ha confermato la disponibilità a provvedere allo smontaggio della passerella, impegnandosi alla sua conservazione e chiedendo collaborazione nel reperimento dei fondi finalizzati al recupero. Che le operazioni di restauro e rimontaggio saranno scandite dalla possibilità finanziaria dell’Ente è stato preso atto anche dalla Soprintendenza, con il ministero dei Beni Culturali che ha suggerito di ricorrere anche a sponsor privati. Una soluzione condivisa, sottolineata dalla Presidenza del Consiglio, che per lo smontaggio prevede, su proposta del Comune, sei mesi di tempo.
Bucari «In conferenza dei servizi un buon risultato, con la presa d’atto da parte di tutti i convenuti che la passerella così come è va smontata perché pericolosa. Per fare questa operazione il Comune ha già reperito i fondi. Ci sono quindi tutte le condizioni per rispettare la scadenza temporale proposta a Roma. Per la successiva valorizzazione, sulla quale la conferenza ha concordato, lavoreremo insieme con la Soprintendenza e lo stesso Mibact per un progetto condiviso e sul conseguente reperimento delle risorse».
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