di M. R.
Ben cinque i pozzi interdetti su ordinanza del sindaco Leopoldo Di Girolamo vista la presenza di tetracloroetilene nell’acqua accertata dai tecnici Arpa e la comunicazione inviata dalla Usl Umbria 2 a Palazzo Spada. Vietato l’utilizzo della risorsa idrica sia per uso umano che animale nei pozzi di strada del Monumento 6, Maratta alta 13, via Bellini, via Lessini e via Carducci.
Terni Non è la prima volta che si verificano fatti simili, ci risiamo. La situazione più critica in questo caso è stata riscontrata nel pozzo di strada del Monumento dove la concentrazione della sostanza inquinante è risultata pari a 77 microgrammi per litro. La misura a tutela della salute pubblica resterà in vigore fino a nuova comunicazione del primo cittadino, il quale ha incaricato Arpa di effettuare nuovamente le analisi nei siti interessati. «Le ordinanze – ha spiegato nella tarda mattinata di venerdì l’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti – sono un atto dovuto adottato a seguito delle analisi periodiche che Arpa e Usl, gli enti preposti al controllo svolgono ciclicamente e inviano all’amministrazione. La misura si ispira al principio precauzionale, approccio cautelativo ampiamente utilizzato da questa amministrazione, che ha già incaricato Arpa e Usl di ripetere le analisi al fine di monitorare se e quando i pozzi potranno essere riaperti. Ribadiamo – conclude l’assessore – quanto già emerso nel tavolo tecnico comunale in merito all’esigenza di un approfondimento settoriale di verifiche ispettive tese a dimostrare l’origini delle fonti inquinanti che generano la contaminazione diffusa delle falde ternane».
Servizio idrico «I pozzi oggetto dell’ordinanza del sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo sono di proprietà privata». Lo riferisce la Sii che in una nota puntualizza la propria totale estraneità alla vicenda del divieto di consumo umano e animale dell’acqua e a tale proposito specifica che «quei pozzi non sono collegati alla rete pubblica gestita dalla Sii, che invece eroga acqua assolutamente pulita e sotto controllo. I pozzi erano stati autorizzati, a quanto ci risulta, a scopo irriguo, spetterà alle autorità competenti stabilire se essi siano stati impiegati diversamente. L’impegno del servizio idrico per garantire un’acqua pulita e sicura è continuo – concludono dall’azienda – ne è una prova l’ultima installazione di due nuove batterie di filtri ai pozzi pubblici di San Martino che hanno eliminato il rischio derivante dalla presenza di inquinanti come il tetracloroetilene registrato in passato».
@martarosati28
