Un orto terrazzato di Papigno

Un accordo che prevede la cura dei beni comuni anche attraverso eventi culturali. Il tutto tramite un modello di amministrazione condivisa, che rappresenta un filone che l’amministrazione comunale di Terni sta portando avanti in diversi settori, tra cui anche quello del sociale. Arriva la firma sul patto tra Palazzo Spada e PapignoPesche, dopo i ritardi delle scorse settimane. A presentare il patto di collaborazione il vicesindaco Malafoglia.

Al tavolo Proprio Francesca Malafoglia, che detiene anche la delega alla Partecipazione sotto cui ricade l’iniziativa, ha firmato l’accordo insieme alla presidente dell’associazione Maria Cristina Garofalo, insieme anche al dirigente comunale per gli Affari istituzionali. «E’ uno dei primissimi patti – dichiara il vicesindaco in una nota – che sottoscriviamo. L’iter è stato lungo ma, come Comune, abbiamo dovuto mettere a punto i necessari passaggi amministrativi, per molti aspetti inediti per uno strumento così innovativo. La volontà politica non è mancata mai. I patti di collaborazione, lanciati e fortemente sostenuti dall’assessorato, rappresentano nuove modalità di cura dei beni comuni fondate sul modello dell’amministrazione condivisa».

Come funziona A definire il tutto c’è un apposito regolamento comunale che fa propri i valori e i principi che riconoscono le politiche sociali attive come forza strategica per lo sviluppo della comunità. La condivisione delle responsabilità reciproche sono la base dei legami comunitari capaci di realizzare obiettivi e progetti, con relazioni ispirate ai principi di fiducia, per la cura e la rigenerazione degli spazi comuni e delle infrastrutture di uso collettivo, per il miglioramento della qualità della vita.

Gli obiettivi L’obiettivo del patto sottoscritto è quello di favorire la cura e il recupero del paesaggio, realizzare corrette pratiche agronomiche, valorizzare il mantenimento e la riproduzione del Persico di Papigno, e di antiche specie arboree, promuovendo iniziative culturali e ricreative che consolidino il rapporto con la comunità locale e sperimentino strumenti di partecipazione e collaborazione. Tra le prime azioni che l’associazione concretizzerà è prevista la prosecuzione dell’attività già avviata lo scorso mese di laboratori, per la ricostruzione di brani di muro a secco degli orti terrazzati del borgo. Questa antica tecnica costruttiva permetteva di realizzare muri con pietre opportunamente disposte senza uso di leganti, tecnica di costruzione tra le più antiche che permette di drenare le acque in eccesso, captare l’umidità, proteggere i pendii, difendendo il suolo da rischi idrogeologici.

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