di M. To.
La settimana compresa tra il 24 e il 30 novembre, secondo i dati dell’Arpa, è stata catastrofica. Non c’è stato praticamente un solo giorno nel quale le centraline di monitoraggio dell’aria, a Terni, non abbiano segnalato degli sforamenti rispetto ai valori consentiti.
Lunedì E la nuova settimana è iniziata nello stesso modo: lunedì la centralina di Le Grazie ha rilevato una concentrazione di Pm10 pari a 126 microgrammi per metro cubo di aria, mentre quelle di Bogo Rivo e ponte Carrara hanno segnato 110 e quella di Prisciano 96. Peraltro si è anche arrivati a 114 ad Amelia e a 113 a Narni Scalo. Il limite massimo considerato accettabile è di 50 microgrammi per metro cubo di aria.
Ast ferma Il problema è che, con le acciaierie ferme per oltre un mese – lo sciopero ad oltranza è iniziato il 22 ottobre e lo stabilimento ha ripreso a marciare, a scartamento ridotto, solo il 26 novembre – questi dati portano a farsi qualche domanda. Soprattutto perché la fabbrica ferma ha anche comportato una notevole riduzione del traffico pesante.
Il confronto Ma anche perché, mettendo a confronto altri dati, sempre dell’Arpa, i dubbi su quale possa essere la reale causa principale della situazione ambientale della ‘conca’ aumentano: prendendo a campione due settimane analoghe – quella compresa tra il 17 e il 23 novembre 2014, a fabbrica ferma e il 18 e il 24 novembre 2013, a fabbrica in marcia – non appaiono evidenti differenze nei valori rilevati dalle centraline di monitoraggio.
IL BOLLETTINO SETTIMANALE DEL 2014
IL BOLLETTINO SETTIMANALE DEL 2013
Italia Nostra Secondo Andrea Liberati, vice presidente regionale di Italia Nostra «è noto che, nella stagione più fredda, il 40% delle polveri derivi da auto e riscaldamento. Per un giudizio più organico sui dati occorrono i report sui metalli pesanti nell’aria e nelle deposizioni, che dovrebbero essere disponibili nel giro di due settimane circa. Il problema, a mio avviso, è che bisogna cercare i dati che, purtroppo, nel sito di Arpa non vengono pubblicati e occorre farne richiesta».
Gli esempi A ponte Carrara, dice Liberati, «già in luglio, eravamo ben sopra la soglia massima annuale per il nichel nell’aria. Ma, se cerchi nel sito, sui metalli di Carrara nulla c’è; trovi solo Le Grazie, sotto al tasso massimo, ben più pulita, come era prevedibile, rispetto al centro città. E se cerchi i metalli a terra – le così dette ‘deposizioni’ da cui è iniziata la nostra battaglia sui veleni negli alimenti – non trovi niente di niente. Né trovi la centralina di Prisciano, spenta dal 2012 e rimessa su in agosto. Né c’è Maratta. Né i metalli di Borgo Rivo».
Taranto Secondo il vice presidente regionale di Italia Nostra, insomma, «con quei dati, relativi solo al Pm10 si resta ‘alla buccia’, ma nemmeno a Taranto il Pm10 era alle stelle, ma metalli pesanti e diossine finivano poi nelle carni, ed è da lì che è iniziato il percorso che ha portato a scoprire il dramma di quella città. Qui da noi, delle carni nulla sappiamo, ma per uova e latte oggi finalmente sappiamo molto. E quello che sappiamo ci spinge a chiedere di indagare ancora».


