Il liceo scientifico 'Galilei'

Prosegue il ‘viaggio’ di Umbria24 all’interno degli istituti superiori della provincia di Terni. Ogni settimana busseremo alle porte dei dirigenti scolastici e da loro ci faremo guidare tra i corridoi delle scuole per scoprire come si svolgono le giornate all’interno degli istituti di istruzione, quali sono i programmi curriculari, i laboratori, i progetti innovativi, i punti forti e le problematiche.

di Francesca Torricelli

La seconda tappa del nostro viaggio è il liceo scientifico ‘Galilei’. Ad aprirci le porte è il dirigente scolastico, la professoressa Matilde Cuccuini, alla ‘guida’ dell’istituto dal 2012.

I numeri Come prima cosa professoressa parliamo di numeri, come sono andate le iscrizioni nell’anno scolastico 2013-2014? «Devo dire che in questo ultimo anno scolastico le iscrizioni sono state leggermente in calo. Circa 770 sono stati gli alunni iscritti, di cui 145 alla classe prima. Di questi, il 4% circa, sono studenti stranieri. Tutte le iscrizioni, il registro di classe, le presenze e assenze, sono informatizzate così da permettere ai genitori di poter verificare la situazione del figlio in qualunque momento. Alla guida di questi ragazzi, per l’anno scolastico in corso, abbiamo 60 docenti di cui 50 di ruolo».

La sede I 770 studenti «sono tutti nella sede del ‘Galilei’, non abbiamo bisogno di dislocarci o appoggiarci ad altri istituti, perché abbiamo 30 aule per 30 classi. Inoltre, nell’istituto, a disposizioni dei professori e degli studenti, abbiamo due laboratori di informatica – di cui uno è il più grande della provincia – un laboratorio di fisica, uno di chimica, uno di scienze, un’aula multimediale per l’insegnamento delle lingue, un teatro di circa 80 posti e due palestre».

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Piano di studi Professoressa Cuccuini, spieghiamo bene, soprattutto ai lettori più giovani: ma cosa si studia di preciso nel vostro istituto? «Il liceo si divide in liceo scientifico ordinario e liceo scientifico scienze applicate. Si distinguono perché nel programma curriculare del primo è previsto lo studio del latino e invece nell’altro lo studio di informatica». Per quanto riguarda le lingue straniere «noi curiamo la formazione dei nostri studenti attraverso ore di potenziamento – circa 200 ore in 4 anni – finalizzate alla certificazione di competenze linguistiche. Le lingue sulle quali lavoriamo sono inglese, francese e tedesco. Tutto questo dal primo al quarto anno, per lasciare l’ultimo libero alla concentrazione per gli esami di stato. Lo stesso viene fatto nel potenziamento informatico, finalizzato all’acquisizione dell’Ecdl».

Attività aggiuntive «I nostri studenti, come attività extra-curriculari, partecipano alle olimpiadi della matematica, della fisica e della scienza e ad attività teatrali per non trascurare l’aspetto umanistico. Ma l’attività più rilevante è la preparazione per le classi quinte ai test universitari. Li facciamo prevalentemente per le materie scientifiche ovviamente, ma sono molto richiesti anche quelli di logica». Questo modo di seguire gli studenti nell’avvio all’università «rientra programma di ‘orientamento in uscita’ nel quale inseriamo anche l’alternanza scuola-lavoro».

Il lavoro Per essere un liceo è una cosa inedita: «Abbiamo avviato questa attività dallo scorso anno e ritengo che sia un completamento di un percorso per lo studente che esce dalla scuola superiore. Gli studenti del liceo non devono avere alle spalle solo uno studio teorico, ma anche una conoscenza completa di quello che è il mondo del lavoro. Gli esiti dello scorso anno sono stati positivi, sia da parte degli studenti che delle aziende. Settori come: studi d’architettura, ingegneria, medicina e veterinaria. Oppure in enti pubblici come il tribunale».

I costi Professoressa, quanto costa oggi gestire un istituto? «Posso dirle che il bilancio d’istituto è ogni anno variabile. Gli unici costi fissi sono gli stipendi del personale pagati dal ministero. Per il resto ci barcameniamo. Le spese di carico aggiuntivo del personale normalmente erano a carico del ‘Fondo di istituto’ che negli ultimi due anni è calato di circa il 60%, significa che tutto ciò che è ampliamento dell’offerta formativa, o si riduce o si richiede un contributo alle famiglie per le attività che i propri figli scelgono di fare. Per questo motivo cerchiamo di concentrarci maggiormente sulle attività aggiuntive che più interessano i nostri studenti e sopratutto di inserirle in orario antimeridiano».

Le problematiche Gli enti locali, negli ultimi anni «sono in condizioni precarie quanto noi, se non di più. Lo scorso anno i nostri studenti hanno dato vita ad un progetto particolare: si sono autotassati e hanno ridipinto le aule. In due giorni, durante la mattinata, hanno reso la aule molto più accoglienti». L’edificio comunque è in buono stato e abbastanza a norma, anche se «necessiterebbe di alcuni interventi che io puntualmente richiedo all’amministrazione provinciale, ma che vengono sempre disattesi, sperando in momenti migliori. Il rapporto con le istituzioni non è comunque negativo, perché capisco le problematiche, ma sono costretta a far fronte, per delle cose spicciole, ai soldi della scuola. Il vetraio, l’idraulico improvviso, l’elettricista, cose così, ‘al volo’, con fatture mandate alla provincia, ma che lì restano».

Le altre puntate Umbria24 ha già ‘visitato’ il liceo classico e artistico, mentre la prossima tappa del nostro viaggio ci porterà, sabato prossimo, nel liceo scientifico ‘Donatelli’.

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