È dibattuta la questione dei rifugiati che sta riguardando Arci Terni, l’associazione San Martino e le associazioni Blob e inTerni Stranieri. Al centro ci sono trenta stranieri arrivati a Terni con il progetto Ena, Emergenza Nord Africa, che secondo una delle due parti stanno per essere sfrattati e messi per strada, mentre secondo l’altra sono e saranno tutelati al massimo come da operato storico di chi aiuta i bisognosi.
Blob e inTerni Stranieri: «Arriva lo sfratto» La questione è partita qualche giorno fa con un allarme arrivato tramite comunicato delle due associazioni ternane Blob e inTerni Stranieri. Nella nota del 23 luglio si legge che «a circa trenta persone delle lettere dalla Prefettura in cui si dice testualmente che le misure di accoglienza sino ad ora predisposte per la loro sussistenza sono finite, con effetto immediato dalla data di notifica della lettera». Le persone, come dice la nota, includono soggetti «tra i 4 mesi e i 9 anni di età, persone gravemente malate e persino una donna incinta con una gravidanza a rischio».
Emergenza Nord Africa «I fatti sono semplici – continua il comunicato – e meritano l’attenzione di tutta la cittadinanza: trenta persone provenienti da Somalia, Egitto, Nigeria, Ciad e Ghana entrano nel progetto Emergenza Nord Africa – gestito a Terni da Arci e San Martino – nel 2011. L’Emergenza Nord Africa è una misura emergenziale attivata dal Governo Italiano nel 2011 e dichiarata terminata nel 2013, protratta a suon di lettere delle Prefetture, circolari e comunicazioni varie. Si sa soltanto, dalla circolare ministeriale che dichiarava chiusa l’Emergenza Nord Africa, che ci si affida alla ‘condivisione con gli enti locali circa la prosecuzione dell’accoglienza’. Oggi quegli enti locali hanno deciso che queste persone vanno messe alla porta e basta. Non si tratta di clandestini o migranti che sono arrivati in Italia per lavorare, ma di persone che hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale nel nostro Paese, che se ne devono andare, immediatamente, dalle loro case. A qualcuno di loro è stata persino negata, prima ancora dell’arrivo dello sfratto, la possibilità di rinnovare i documenti: è bastato il non voler produrre – da parte degli enti gestori – il documento con cui si dichiara la residenza della persona all’interno delle proprie strutture. Tanto basta – concludono Blob e inTerni Stranieri – per impedire ad una persona di rinnovare la tessera sanitaria, di accedere alle cure, di iscrivere i propri figli a scuola».
La replica di Arci e San Martino A replicare sulla questione arriva Arci, che azzera tutte le dichiarazioni «false» arrivate dalle due associazioni. «Alla mailing list della Rete Antifascista Ternana – fa sapere Arci Terni – è partito pochi giorni fa un appello alla mobilitazione e alla lotta per impedire lo sfratto di trenta persone beneficiarie del progetto Ena, progetto che è arrivato alla sua conclusione. Nel testo del comunicato a firma del Laboratorio Blob, associazione facente parte dei centri giovanili del Comune di Terni, – continua Arci – e da una sconosciuta associazione inTerni Stranieri, vengono lanciate gravi accuse contro chi gestisce nella città questo progetto, cioè noi e l’associazione San Martino, rei (secondo le associazioni, ndr) di speculare sulla vita di queste persone e di averle prontamente sfrattate dalle strutture dove sono accolte».
Arci: «Tutte falsità: assistenza garantita» La risposta di Arci è chiara: «Sono solo notizie false, nessuno dei trenta rifugiati è stato cacciato, chi fa queste accuse dovrebbe dimostrare se ci sono famiglie o singoli che sono stati cacciati via dalle abitazioni dove sono accolti, altrimenti si cerca solamente di alimentare un inutile polverone in un momento molto delicato dove Arci e San Martino sono impegnate nella ricerca di soluzioni per aiutare queste persone, dalla ricerca di una casa a quella di un lavoro. Ricordiamo che Ena è terminata da due anni e nonostante ciò l’assistenza e l’accoglienza è ancora garantita, forse unico caso in Italia. Precisiamo che la Prefettura, su richiesta del Ministero, ha solamente firmato la disposizione che indica la fine del progetto, niente sgomberi e niente persone lasciate sole. Nelle dichiarazioni diffuse alla stampa da “Blob” e “inTerni Stranieri”, vengono anche fatte gravi allusioni a reati commessi nella gestione dell’emergenza da parte della nostra associazione e dalla San Martino: se gli autori di queste dichiarazioni hanno prove – continua Arci – vadano pure a denunciarci alla Procura della Repubblica, noi siamo comunque pronti a querelare chi ci diffama. Lavoriamo tutti i giorni su tutti i livelli, anche quello politico, per sostenere i richiedenti asilo e rifugiati presenti nel territorio, forse qualche ‘compagno’ – conclude Arci – si annoia adesso che le scuole sono chiuse e non ci sono crocifissi da togliere e cerca così di passare il tempo alimentando una polemica che non fa certo bene a chi dice di voler difendere». Intanto, l’associazione inTerni Stranieri e Blob, hanno annunciato la loro presenza a Palazzo Spada per il 3 agosto, appuntamento con il question time del prossimo consiglio comunale.
