di Simone Francioli
Tante, e non poteva essere altrimenti, le persone accorse alla cerimonia per l’intitolazione della Curva Est rossoverde a Corrado Viciani, scomparso mercoledì 12 febbraio all’età di 84 anni. Presenti il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il presidente della società Francesco Zadotti, il figlio de ‘Il Maestro’ Dario – assente l’altro, Enrico, per un contrattempo – e il delegato provinciale al Coni Stefano Lupi.
Curva Est Corrado Viciani «Allenatore e innovatore del calcio italiano (1929-2014). La Città di Terni, riconoscente», recita la targa svelata dal figlio Dario e dal sindaco Leopoldo Di Girolamo. Nel pomeriggio, contro il Siena, subito l’occasione per battezzare con una vittoria la Curva Est ‘consegnata’ al tecnico con il maggior numero di panchine nella storia rossoverde. «E ora, forza Ternana», chiude Di Girolamo dopo la conclusione della cerimonia. Orgogliosi i tifosi delle ‘Fere’: «Portiamo il nome di chi ci ha reso grandi», compare nello striscione rivolto a Viciani.
Commozione «Sinceramente non ce lo aspettavamo perché di tempo ne era trascorso molto. Quello che ha fatto la Ternana, Terni el’ammistrazione è qualcosa di straordinario. Ringrazio – afferma un commosso Dario Viciani – il sindaco, la giunta, l’assessore, la società Ternana Calcio e tutti gli sportivi ternani per la manifestazione d’affetto tributata a mio padre».
Di Girolamo «Con questo gesto abbiamo voluto ricordare una grande personalità, insieme alla società. Viciani è stato l’allenatore – spiega il primo cittadino ternano – che più ha dato alla città in termini di sport, ci ha portato in Serie A, ha permesso di farci godere il palcoscenico nazionale, colui che ha inventato il ‘gioco corto’. Si è inserito nel cuore della città e dei suoi tifosi, un grande personaggio, non solo un grande tecnico. Giusto tributargli questo omaggio».
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Zadotti «Un uomo che ha lasciato il segno – spiega il presidente rossoverde –, quello che mi ha particolarmente colpito è la semplicità con il quale esprimeva le sue genialità calcistiche. Frasi semplici, ma con un contenuto importante. Mi dispiace di non averlo conosciuto. Un momento importante anche per la città, perché ha dimostrato quanto tiene ai rapporti umani che, talvolta, sono burrascosi. Ma sono veri, sinceri, e per questo durano nel tempo».
