di Daniele Bovi
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E’ passata da poco l’ora di pranzo quando lunedì, da palazzo Donini, con una nota ufficiale si spiega che dopo mesi di lunga gestazione e polemiche, martedì a mezzogiorno verrà finalmente firmata la convenzione che regola i rapporti tra Regione e Università di Perugia. E invece qualcosa più di un granello di sabbia sembra essere finito tra gli ingranaggi della convenzione nel corso del pomeriggio tanto che, secondo quanto trapela in tarda serata, la firma di martedì sarebbe a rischio. Insomma, un tavolo ufficialmente convocato potrebbe essere rovesciato all’ultimo momento.
Il rilancio Gli sherpa delle diplomazie sono al lavoro e tutti i firmatari alla fine potrebbero ritrovarsi a palazzo Donini a favore di telecamera, ma quel che è certo è che la tensione è salita. A farla salire, a quanto pare, un rilancio all’ultimo secondo da parte del rettore relativo ad alcuni punti della convenzione. Una partita legata anche a quella che riguarda l’elezione del prossimo rettore dello Studium. Se le nuove richieste non saranno prese in considerazione da palazzo Donini e se non ci sarà dunque una mediazione nel corso delle ore che mancano alla firma, potrebbe essere anche la Regione a decidere di rimandare la firma. Un dossier che verrebbe chiuso per un altro mese, quando a palazzo Murena ci sarà un altro rettore con il quale trattare dopo le elezioni fissate per il 13 giugno.
La convocazione Oltre alla presidente Catiuscia Marini, al tavolo della sala giunta di palazzo Donini, dove le due istituzioni dovrebbero illustrare alla stampa i contenuti della convenzione, sono annunciati l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, il direttore regionale Emilio Duca, i sindaci di Perugia e Terni, Wladimiro Boccali e Leopoldo Di Girolamo, e i direttori generali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, Walter Orlandi e Andrea Casciari.
