di Barbara Maccari
Botta e risposta tra il sindaco Luciano Bacchetta e il presidente di Tela Umbra Luciano Neri. La vicenda è iniziata qualche tempo fa, quando il consigliere Pd Gionata Gatticchi chiese spiegazioni al sindaco sulla questione Tela Umbra durante un consiglio comunale. Arrivò allora la risposta di Neri con tanto di comunicato in cui chiedeva una commissione d’inchiesta sulla gestione di Tela Umbra passata e presente. Martedì l’ultimo atto, ovvero un tavolo di confronto richiesto da Bacchetta dopo aver ricevuto una lettera da alcune delle socie.
Mancanza fiducia Una lettera protocollata è arrivata qualche giorno fa al sindaco Luciano Bacchetta. Mittenti quattro delle sei socie della cooperativa Tela Umbra, di cui anche il Comune, assieme alla Regione, è socio. La situazione non è delle più rosee, con le donne in cassa integrazione che chiedono aiuto: «Chiediamo l’intervento del sindaco, essendo venuto meno il rapporto fiduciario con il presidente. Non è nostra intenzione – spiegano le socie – entrare in valutazioni politiche né vogliamo farci strumentalizzare da nessuno. Riteniamo semplicemente che la guida di Tela Umbra da parte del signor Neri, sia confusa e priva del necessario rapporto costruttivo con le socie lavoratrici e con le istituzioni socie della cooperativa».
Incontro La risposta del primo cittadino che non si è fatta attendere: «Il venire meno del rapporto di fiducia nel presidente Neri da parte della maggioranza delle socie lavoratrici, pone un problema che i soci fondatori, Comune e Regione Umbria, hanno il dovere di valutare per il bene di Tela Umbra e per il suo futuro. Chiederò quanto prima un incontro per esaminare la questione, che è inusuale ed anche piuttosto grave». Questo il messaggio che il sindaco di Città di Castello ha lanciato durante la conferenza stampa di martedì.
Scadenza «A fronte di queste considerazioni non possiamo tirarci indietro come ha auspicato Neri, criticando pesantemente me e il consigliere comunale Gionata Gatticchi per aver osato parlare di Tela Umbra. E’ un preciso dovere dei soci fondatori capire, senza alcuna volontà polemica, che cosa sia cambiato tra il presidente e le socie, che pure sono state le maggiori fautrici della sua rielezione. Le invettive scomposte di Neri non archiviano né liquidano la rottura che le socie hanno ufficializzato nonostante il Cda di Tela Umbra sia al termine del mandato (scadrà a maggio 2016, dopo l’approvazione del bilancio, ndr). Evidentemente, se è stato chiesto l’intervento del Comune, all’interno del consiglio di amministrazione si sono esauriti i margini per una composizione delle divergenze e in questo contesto agitare lo statuto non servirà a recuperare un rapporto compromesso».
Perplessità rielezione La seconda rielezione del presidente di Tela Umbra fu già tema di discussione negli anni passati, come ha ricordato Bacchetta: «Non dobbiamo dimenticare che la conferma di Neri alla presidenza fu fortemente caldeggiata dalle socie che lo votarono compattamente, nonostante le mie perplessità. Anche se lo statuto non prevede mozioni di sfiducia, ritengo complicato non prendere atto del mutato atteggiamento e assumere decisioni conseguenti. E’ la prima volta nella storia di Tela Umbra che accade un fatto del genere».
Elezioni Il sindaco ha poi toccato il tema delle prossime elezioni amministrative: «Parlarne ora è prematuro. Il voto è il 12 giugno 2016, praticamente un secolo in politica. Mi limito ad osservare che mettere in discussione un sindaco al primo mandato è anomalo ma io non sono suscettibile e, se richiesto, sono disponibile a confrontarmi con le primarie. Una modalità di selezione preventiva che pone comunque davanti a scelte drastiche e impegna tutti a rispettarne il verdetto».
