La commissione su Tela Umbra

di Barbara Maccari

E’ stata una commissione programmazione movimentata quella convocata mercoledì sera a Città di Castello sulla questione Tela Umbra. L’accusa più pesante alla gestione Neri è arrivata da una delle socie della cooperativa: «Non sappiamo come e quanto viene usata la carta di credito aziendale mentre noi siamo al collasso».

Gestione denaro Il confronto tanto atteso tra i due Luciano, Bacchetta sindaco uscente di Città di Castello e Neri presidente di Tela Umbra, c’è stato durante la commissione programmazione convocata mercoledì. Un botta e risposta tra i due che si sono più volte punzecchiati con battute, sguardi, smorfie di disapprovazione, sull’argomento Tela Umbra. Le accuse più pesanti al presidente Neri, prove alla mano, le ha rivolte però Unna Giulietti (una delle 4 socie che si sono rivolte al primo cittadino per sfiduciare il presidente della cooperativa) che si è detta preoccupata per il suo futuro anche a nome delle altre che erano presenti in aula (attualmente le lavoratrici sono in cassa integrazione): «Luciano Neri ha aperto un conto corrente a nome di Tela Umbra, ha la carta di credito aziendale e solo lui conosce le password dell’home banking. Nessuno sa cosa fa con questo denaro perché non mette mai noi socie a conoscenza dei dettagli, come più volte richiesto. Siamo arrivate a una situazione insostenibile dove il nostro futuro è a rischio, per questo ci siamo rivolte al sindaco Bacchetta».

Organizzazione Contestazione delle socie che si estende non solo alla gestione finanziaria, ma anche alle mancate promesse fatte da Neri dopo la sua seconda rielezione: «Il presidente Neri fa un utilizzo indiscriminato di Tela Umbra: quando all’unanimità abbiamo deciso la sua rielezione la condizione era una condivisione dei ruoli, dell’organizzazione e della gestione dell’associazione, cosa che invece non si è verificata. Anche la parte del museo di Tela Umbra, la cui sala viene data in gestione per eventi, e che doveva essere una delle fonti di rilancio, è stata gestita in maniera autonoma senza confronto. Siamo usate solo per fare le pulizie, per sistemare gli archivi e poco altro».

Storia Una commissione molto partecipata, tanto da diventare più un consiglio comunale, che si era aperta con l’intervento del presidente Neri: «Un anno di bilancio di Tela Umbra equivale a un mese di stipendio di un vostro dirigente delle società partecipate». Neri ha poi ricostruito la vicenda Tela Umbra attraverso numeri e nozioni dei suoi due mandati, toccando anche la storia del patrimonio Franchetti: «La comparazione di questa cooperativa con le altre partecipate è impensabile a livello di cifre, Tela Umbra è un patrimonio storico e culturale di questa città. Quando l’abbiamo ereditata nel 2010 era praticamente fallita, con 120 mila euro di debiti».

Voto unanime «Faccio solo notare che loro quei bilanci li hanno da cinque anni, tutti. Loro fanno parte sia del Cda che dell’assemblea dei soci di Tela Umbra – ha continuato Neri – sono loro che hanno nominato i sindaci revisori, sono loro che, sia nel Cda che nell’assemblea dei soci quei bilanci li hanno costruiti, discussi e approvati. Assieme a tutti naturalmente. Alla seduta del 2014 ha partecipato addirittura di persona lo stesso sindaco Bacchetta, dichiarando la sua condivisione e votando il bilancio. In cinque anni i rappresentanti del Comune hanno sempre votato a favore delle scelte fatte e dei bilanci. Non c’è mai stato un voto contrario o di astensione, tutte le decisioni sono state prese all’unanimità e condivise. Se avessi potuto avrei lasciato tre anni fa, ma mi fu chiesto da tutti di restare per continuare il mio lavoro e così ho fatto».

Responsabilità Dopo aver ascoltato in silenzio, anche se visibilmente contrariato e impaziente di rispondere, il sindaco Luciano Bacchetta ha replicato punto su punto a Neri: «Ribadisco con grande serenità che l’intervento del Comune rispetto alle problematiche di Tela Umbra è stato sollecitato dalle socie lavoratrici della cooperativa e non per mio interesse personale né politico. Perché le socie lavoratrici che lo avevano eletto hanno sfiduciato il presidente Neri? Perché le socie lavoratrici hanno avuto soltanto un acconto dello stipendio del mese di dicembre? Si sono dette questa sera un sacco di bugie, la prima su tutte riguarda i bilanci del 2009 e 2010 di Tela Umbra, che non erano affatto in perdita, ma in utile. E’stato il primo bilancio della presidenza Neri che ha visto i conti in rosso. Quando la cooperativa versa in una situazione di disastro come lo è adesso occorre prendersi le proprie responsabilità e non scaricarle sui consiglieri».

Situazione immutata Bacchetta puntualizza poi che sia Regione che Comune contribuiscono alle entrate di Tela Umbra: «La cooperativa vive del contributo pubblico (e della vendita del prodotto) semplicemente perché è un patrimonio socio-culturale di tutti. In questi sei anni di presidenza Neri non è cambiato nulla, anzi la situazione è peggiorata visto che i bilanci sono negativi e le socie che sono in cassa integrazione vedono il loro futuro poco roseo».

Numeri Bilanci e numeri di Tela Umbra che sono stati analizzati da dieci tecnici del Comune dagli anni 2007 al 2014, i risultati li ha espressi la dottoressa Gigliola del Gaia: «Tela Umbra nel 2009 aveva un utile di 12 mila euro ed un valore della produzione di 180 mila, nel 2010 l’utile è leggermente calato a 8700 euro, mentre è rimasta stabile la produzione. Nel 2011 c’è stata una flessione del 30 percento e negativi sono stati anche gli esercizi 2012 e 2013. Nel 2014 i conti sono in equilibrio».

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