di C.F.
Tartufo protagonista di un contest internazionale tra giovani chef statunitensi. Questo il progetto presentato martedì mattina all’azienda Urbani tartufi di Scheggino che insieme all’Università dei Sapori lavora da mesi all’iniziativa aperta alle migliaia di studenti dei corsi di cucina proposti dalla California alla Floria dall’Art Institute che conta una quarantina di college negli States, più uno in Canada.
Tartufo protagonista di contest tra chef americani A loro sarà richiesta la candidatura in coppia e soltanto 50 squadre, cioè 100 giovani chef, saranno selezionati dagli organizzatori in base ai tempi di presentazione delle domande. Il bando sarà pubblicato il 12 ottobre al 30 novembre, dopodiché dal 18 al 31 gennaio si entrerà nel vivo con gli chef che saranno chiamati a inventare due ricette per squadra, dove il tartufo deve farla da padrona «per intendersi – spiega Marilena Liccardo, responsabile dell’alta formazione dell’Università dei Sapori – non saranno ammesse pietanze con la classica grattata del nero pregiato». In base a uno schema di valutazione già definito una giuria di esperti sceglierà le 7 migliori proposte culinarie formulate dai 14 chef che arriveranno in Umbria per due settimane di corsi e una serata finale, da cui usciranno 3 coppie di vincitori. Sulle due pietanze prime classificate l’azienda si riserva un’analisi ai fini della commercializzazione, con gli chef che firmeranno le etichette di Urbani.
Urbani: «Scommettiamo su futuro e territorio» Alla presentazione hanno partecipato Bruno e Olga Urbani: «Scommettiamo sul futuro e il territorio con un progetto – ha spiegato Olga Urbani Ownership del Gruppo Urbani Tartufi – che è anche una importante occasione per far conoscere e far continuare nel tempo la storia di un uomo e di una famiglia, quella di Paolo Urbani. Una storia dedicata interamente alla diffusione della cultura del tartufo, della sua antica tradizione e del suo territorio. Per tale ragione – ha dichiarato Urbani – riteniamo che il Contest possa essere l’inizio di tante altre attività da portare avanti insieme ad Università dei Sapori. Come mi auguro che possa essere di esempio per altre realtà economiche umbre e di stimolo ad intraprendere percorsi simili».
Fioroni: «Orgogliosi» Il contest internazionale è stato giudicato con estremo ottimismo anche dalla presidente dell’Università dei Sapori, Anna Rita Fioroni: «È con grande motivo di orgoglio – ha sottolineato Anna Rita Fioroni Presidente di Università dei Sapori – che prendiamo parte ad un’iniziativa di spessore che mette in sinergia due realtà importanti della nostra regione e che ne esalta la vocazione territoriale. Riteniamo – ha proseguito Fioroni – che sia proprio questo l’aspetto di maggior rilievo di questo Contest. Ovvero la capacità di fare promozione attraverso un percorso di formazione, attraverso il quale avremo nuovi ambasciatori del made in Italy e del made in Umbria nel mondo». A ringraziare l’azienda e l’Università dei Sapori ha poi pensaro David W. Hendricksen, general manager dell’Art Institute «In questi giorni abbiamo conosciuto la generosità di questa regione, anche grazie a un progetto così importante e positivo che sono sicuro avrà grande seguito tra i nostri allievi».
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