Pietro Laffranco (foto F.Troccoli)

Un tavolo istituzionale coi parlamentari umbri, i sindaci e il comitato Val Menotre. Questa la richiesta che il deputato Pietro Laffranco (Forza Italia) avanza alla presidente Catiuscia Marini sullo svincolo di Scopoli, l’opera della Foligno-Civitanova richiesta a gran voce da tutte le comunità locali, oltreché le forze economiche, sociali e politiche del territorio, ma non inserita tra le opere prioritarie del governo. Lo stop del governo è stato proprio denunciato dal deputato Laffranco che con un’interrogazione a risposta scritta aveva sollecitato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il documento recapitato al parlamentare umbro dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha fatto già infuriare il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, ma altre reazioni tardano ad arrivare. Ed è per questo che Laffranco scrive: «Invito la presidente Marini a convocare con urgenza un tavolo istituzionale insieme ai parlamentari umbri, ai sindaci interessati all’opera e al Comitato Val Menotre questa volta però, ogni passaggio dovrà essere chiaro, trasparente e verificato. Io sono pronto a scendere in strada insieme alla cittadinanza per bloccare la Val di Chienti all’altezza di Scopoli – dice  – ci piazzeremo dietro un nastro tricolore, dando vita ad un’eclatante protesta. Per quanto mi riguarda non ho problemi, e spero sia in prima linea anche il sindaco Mismetti, che lo aveva promesso alla sua gente e che anzi ringrazio per avermi dato atto pubblicamente del mio impegno». Poi le stigmatizzazioni politiche sulla vicenda: «Lo svincolo di Scopoli non sarà realizzato, la bocciatura totale è arrivata ufficialmente lo scorso primo dicembre, così come il Governo ha fatto sapere in risposta ad una mia interrogazione urgente ed altrettanto chiaramente, il ministero delle Infrastrutture ha detto che deve essere rifatto tutto dall’inizio. O è stato un tutto un grande bluff e sarebbe grave o c’è stata la completa incapacità e inefficienza di Comune di Foligno, Regione dell’Umbria e governo Renzi-Gentiloni».

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