di Daniele Bovi
Quello per la riqualificazione dello svincolo di Ponte San Giovanni sarà «il cantiere più impattante che avremo nei prossimi anni sulla viabilità umbra»; un intervento che, mese più mese meno, dovrebbe concludersi nel 2030. A fare il punto sul progetto definitivo, illustrato nelle scorse ore da Umbria24, sono stati giovedì i tecnici di Anas nel corso della seduta della commissione Urbanistica dedicata al maxi potenziamento dello svincolo.
Rinvio Un dossier molto complesso, tanto che su richiesta delle opposizioni la seduta è stata aggiornata a lunedì o martedì della prossima settimana per dare a tutti il tempo di studiare il faldone. Sul tavolo della commissione c’erano in particolare l’autorizzazione al Comune di Perugia a partecipare alla conferenza dei servizi decisoria convocata per il 3 dicembre e la proposta di variante al Piano regolatore. Dopo il no del ministero dei Trasporti sulla conformità, infatti, è stata fissata la conferenza i cui esiti varranno come variante.
TUTTI I DETTAGLI DEL MAXI PROGETTO
Il più impattante Secondo quanto spiegato dall’ingegner Del Monaco, responsabile Anas della gestione della rete umbra, in genere l’Azienda non procede con ben undici fasi di cantiere, quante ne sono previste per la riqualificazione dello svincolo. Lo sforzo è stato fatto perché quello di Ponte San Giovanni «sarà il cantiere più impattante che avremo nei prossimi anni sulla viabilità umbra». L’avvio è atteso tra poco meno di due anni e la durata è stimata in trentasei mesi.
Viabilità in esercizio La difficoltà principale, come sottolineato dall’ingegner De Franciscis, responsabile del procedimento, sarà intervenire su opere esistenti e già sature in diverse ore della giornata. Le undici fasi in tre anni sono necessarie per mantenere la viabilità in esercizio, anche con carreggiate ristrette e lavorazioni notturne, e per l’impossibilità di creare percorsi alternativi all’interno del centro abitato. Quindi, meglio un cantiere più lungo che gravare ulteriormente su Ponte San Giovanni.
Le gallerie A breve distanza dallo svincolo ci sono inoltre le gallerie Pallotta e Madonna Alta, le uniche due non riqualificate negli anni scorsi e che richiedono interventi importanti con tecniche innovative per restare aperte al traffico. Anas ha spiegato che i cantieri partiranno nei primi mesi del 2026 e dureranno circa due anni, evitando sovrapposizioni con i lavori dello svincolo. Del Monaco ha aggiunto che si sarebbe potuto aprire già in questi mesi, ma la decisione è stata quella di concertare tutto con polizia stradale e istituzioni per contenere il più possibile i disagi.
Le prescrizioni Diverse le prescrizioni considerate essenziali per tutelare il territorio attraversato dal tracciato. Tra le richieste più rilevanti c’è lo stralcio della rotatoria prevista a Balanzano, ritenuta poco utile per la viabilità locale. Anas ha confermato che il progetto sarà aggiornato in questa direzione. Inoltre, è stato chiesto di rafforzare le misure di mitigazione acustica lungo i tratti che costeggiano abitazioni, attività produttive e aree di aggregazione, comprese quelle dove è in costruzione la nuova palestra del quartiere. Quanto alle barriere antirumore, saranno valutate con maggiore precisione nella fase esecutiva e costituiranno un fattore premiante per le imprese partecipanti alla gara.
Le opere Il Comune ha chiesto anche di confermare la realizzazione della cosiddetta bretellina di Balanzano, una strada di collegamento che passerà sotto le nuove rampe e che dovrà risolvere le difficoltà di attraversamento provocate dalla chiusura del passaggio a livello ferroviario. Anas ha spiegato che sarà tenuta a costruire le due opere di scavalco necessarie e che parte dell’area interessata, una volta espropriata, passerà al Comune. La tratta mancante potrà essere completata se il ministero confermerà la sua inclusione nel progetto o tramite un accordo successivo tra le parti.
Accordo a parte Per migliorare la sicurezza degli accessi sono stati richiesti interventi sulle corsie di immissione e uscita, già allungate rispetto agli standard minimi, e la realizzazione di alcune rotatorie aggiuntive in punti considerati critici, come gli incroci verso via dei Trasporti e le aree degli alberghi lungo la E45. Il tutto, come emerso nelle scorse ore, sarà oggetto di un accordo separato poiché non rientrano nel finanziamento dell’opera principale.
