di Iv. Por.
Con Scipione l’Africano la colonnina di mercurio sforerà abbondantemente i 30° nel corso del weekend. Ne sono convinti i metereologi. Anche l’Umbria ne sarà investita, più Terni che Perugia.
Più caldo a Terni che Perugia Farà più caldo nella Conca, secondo le previsioni, che a Perugia ed aree limitrofe. Secondo i principali siti di previsioni meteo il termometro salirà fino a 31 gradi domenica a Perugia, mentre a Terni potrà raggiungere anche i 32-33 gradi. E’ la prima vera ondata di caldo estivo, dopo le piogge delle ultime settimane.
Scipione «Scipione – spiega Antonio Sanò, di IlMeteo.it – è un potente anticiclone africano che si sta mettendo in marcia dal Sahara verso il Mediterraneo. Il sole estivo accompagnerà per tutto il weekend non solo l’Italia, ma anche gran parte dell’Europa». Ovviamente, al Sud e sulla Sardegna farà più caldo con temperature fino a 38 gradi. Nel Centro-Nord le temperature aumenteranno fino ad oltre i 30-32 gradi e si comincerà a percepire l’afa sulla Val Padana.
Non finisce qui Il caldo di Scipione non terminerà in pochi giorni. L’anticiclone rimarrà sull’Italia e anzi si rafforzerà anche per tutta la prossima settimana, almeno fino week end successivo del 23-24 giugno, con caldo record al sud, Sicilia e Sardegna e punte di 40 gradi e 35 gradi al Centro Nord. Tutto il mese di giugno si chiuderà con temperature sopra le medie di 3 o 4 gradi. «Insomma – conclude Sanò – ci sono anche tutti gli ingredienti affinché questa ondata perduri per tutto il mese al Centro Sud, mentre al Nord qualche temporale giungerà solo dopo il 25 giugno».
Perugia: scatta il piano Il comune di Perugia intanto fa scattare il Piano anti-caldo. L’Amministrazione comunale, sulla base dell’esperienza sviluppata negli anni passati e di quanto stabilito nelle Linee di azione e direttive per l’Emergenza Calore 2011, elaborate dalla Regione Umbria, ha redatto il Piano di protezione civile per l’«Emergenza Calore 2012», nel quale vengono riportate le azioni e le procedure da mettere in atto per prevenire o ridurre gli effetti di una possibile ondata di calore sulla salute di soggetti considerati a rischio. Il documento è stato approvato in giunta.
Come funziona Quattro le direttrici fondamentali del Piano riassumibili nell’attività informativa, intesa come strumento di prevenzione, per aumentare la consapevolezza del problema da parte della popolazione interessata; la valutazione delle condizioni di rischio, in riferimento al susseguirsi di specifiche condizioni climatiche, prevedendo 4 livelli di attivazione del sistema di Protezione Civile (Livello 0 NORMALE: le condizioni meteo non prevedono incremento di rischio; Livello 1 ATTENZIONE: sono previste temperature elevate e/o un’ondata di calore entro le successive 72 ore; Livello 2 ALLARME: sono previste temperature elevate e/o unondata di calore della durata di almeno 48 ore nelle successive 72 ore; Livello 3 EMERGENZA: le condizioni meteo di rischio sono previste per una durata di tre giorni o più consecutivi); attività di prevenzione del danno, in cui vengono considerate tutte le procedure volte a evitare lo svilupparsi o laggravarsi di situazioni di danno nei soggetti a rischio; e, infine, interventi in emergenza: l’Amministrazione comunale e Asl, in collaborazione con i gruppi e le associazioni di volontariato, mettono in atto azioni volte al sostegno di coloro che hanno già subito gli effetti dellondata di calore.
Prevenzione «Il Piano si è dimostrato, negli anni, un valido strumento - commenta il vicesindaco Arcudi - per prevenire eventuali danni alla salute delle categorie più esposte e, in particolare, delle persone anziane e per fornire loro un punto di riferimento immediato cui rivolgersi. Il documento contiene, inoltre, le Linee di azione e direttive per lemergenza calore; l’attività preventiva per le fasi di attenzione, allarme ed emergenza; le funzioni di supporto. E, in allegato, sono previste le Linee guida per i piani di sorveglianza e risposta verso gli effetti sulla salute di ondata di calore anomalo; larea Sanitaria; le aree di accoglienza e il Protocollo operativo Asl n. 2».

