Laura Santi, perugina di 48 anni, attende da 400 giorni una risposta dalla Usl 1 a cui ha chiesto di verificare le possibilità di accesso al suicidio assistito in base alle condizioni della donna, affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. «E’ inaccettabile che le istituzioni continuino a non mettere in pratica quello che la Consulta ha indicato, lasciando noi malati in un’attesa senza fine», ha denunciato Santi.
Suicidio assistito, la denuncia di Laura Santi All’iniziativa presa da Santi nell’aprile 2022, alla luce della sentenza costituzionale 242 del 2019, la Usl 1 ha risposto procedendo «all’accertamento sulle condizioni della paziente effettuato da una commissione medica lo scorso novembre». Tuttavia, la quarantottenne denuncia che «la relazione è incompleta e priva del parere del comitato etico»: ergo «la procedura non si è conclusa». In questo quadro, Santi giudica «impressionante sapere che aspetto da oltre un anno la risposta della Asl per poter accedere all’aiuto medico alla morte volontaria», evidenziando che «per le persone malate che soffrono si tratta di un tempo infinito».
Da 400 giorni attende una risposta della Usl 1 La quarantottenne, che è anche consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni, spiega anche che le sue «condizioni al momento mi permettono di poter aspettare: io voglio vivere adesso, ma voglio avere la la possibilità di essere libera di scegliere di dire basta se la sofferenza dovuta alla malattia dovesse prendere il sopravvento sulla mia – e solo mia – idea di vita». Da qui la sollecitazione alla Usl 1, per «sapere che quella porta c’è, esiste, e se voglio, posso decidere di aprirla, quando voglio». Un’opzione, questa, che Santi è certa «farebbe vivere più serenamente la malattia» e per questo sta «valutando la possibilità di procedere per vie legali».
