di F.T.
«Siamo davanti a una svolta positiva in fatto di tutela di diritti degli animali». A parlare è la presidente dell’associazione Grandi Amici Onlus, Silvia Festuccia. Cos’è accaduto? Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso proposto dall’associazione che da tempo si batte contro le adozioni dei cani da parte di soggetti – singoli e associazioni – residenti all’estero, in particolare in Germania. Di fatto, il tribunale amministrativo ha annullato sei adozioni avvenute fra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, con gli animali partiti da un canile di Stroncone convenzionato con il comune.
Motivazioni La decisione è stata accolta con grande soddisfazione dai volontari dell’associazione. Dopo il ‘precedente’ di neanche un anno fa, quando il Tar aveva respinto la richiesta della onlus di accedere ai nomi dei cittadini adottandi, le speranze di ottenere una sentenza favorevole nel merito delle adozioni si erano un po’ ridotte. Una previsione cancellata dall’ultima sentenza, depositata lo scorso 4 settembre, che evidenzia il «vizio di incompetenza» legato all’iter autorizzativo, che non doveva essere sottoscritto dal sindaco, in quanto «provvedimento amministrativo di competenza dirigenziale».
Soddisfazione Cavilli o motivazioni a parte, il risultato portato a casa dagli animalisti è di quelli importanti: «I cani a cui il ricorso era legato sono già partiti da mesi verso la Germania, ma la nostra intenzione è riportarli qui. La cosa più importante è che viene affermato un principio generale: gli animali non possono essere adottati senza adeguate garanzie su quello che sarà il loro destino».
Le ragioni Ma perché l’associazione si batte tanto contro le adozioni di cani all’estero? «Nessun preconcetto – spiega Silvia Festuccia – ma solo ragioni oggettive. Una di questa sta nel fatto che in Italia la microchippatura è obbligatoria, mentre all’estero, come in Germania, non è così. Se il cane si perde, nessuno può trovarlo. Fuori dai confini, nessuno sa che fine può fare l’animale che potrebbe essere dirottato altrove, anche in paesi che applicano sistematicamente l’eutanasia all’interno dei canili. Poi crediamo sia importante conoscere le persone che vogliono prendere un cane in adozione e, a queste distanze, non è possibile. Se poi a mediare questo ‘traffico’ ci sono talvolta realtà che operano in maniera tutt’altro che trasparente, spesso approfittando dell’assenza della microchippatura fuori dall’Italia, ecco che il quadro è completo e la nostra posizione sicuramente comprensibile».
Colleluna Lo scorso luglio l’associazione Grandi Amici era finita nell’occhio del ciclone in seguito a un vero e proprio ‘blitz’ compiuto dalla Forestale all’interno del canile di Colleluna e presso le abitazioni di alcune volontarie. Ad oggi sarebbero sei le persone indagate: «Non abbiamo ricevuto alcuna notifica e non sappiamo a che punto siano le indagini – afferma la presidente -. Presto faremo un accesso agli atti per approfondire la questione. Informalmente, durante le perquisizioni, ci è stato detto che le verifiche riguardavano una possibile ‘detenzione illecita’ di animali, come si ci venisse contestato di aver rubato o nascosto dei cani. Speriamo di fare chiarezza al più presto. Il mio pensiero è che qualcuno abbia voluto colpirci, e non sarebbe la prima volta, attraverso un esposto pieno di falsità».
