di M.Alessia Manti
Dopo mesi di dibattiti, polemiche e ipotesi, resta un unico punto fermo e nessuna decisione definitiva: la stazione dell’Alta velocità battezzata «Medioetruria» si farà in provincia di Arezzo. In particolare, a Creti-Farneta (nel territorio di Cortona, soluzione preferita dall’Umbria perché lungo il raccordo Perugia-Bettolle) o a Rigutino (frazione di Arezzo). Questi sono i due luoghi giudicati più idonei dal tavolo tecnico formato dai rappresentanti delle Regioni Umbria e Toscana, dell’Università di Perugia e Siena e da Rfi. I risultati del lavoro del tavolo tecnico per stazione Medioetruria, che stabiliscono la fattibilità del progetto ed individuano la localizzazione ottimale per la nuova infrastruttutra nelle due località toscane – Rigutino a sud di Arezzo e Creti nel comune di Cortona – sono stati presentati martedì 3 novembre a palazzo Strozzi Sacrati di Firenze ai sindaci dei Comuni interessati, ai rappresentanti delle Camere di Commercio ed a delegati di Trenitalie, Ntv e Rfi dagli assessori regionali ai trasporti di Toscana ed Umbria, Vincenzo Ceccarelli e Giuseppe Chianella. Chi si aspettava che il nodo venisse sciolto, dunque, è rimasto deluso.
Da cinque a due ipotesi Secondo quanto spiegato da Chianella e Ceccarelli, da cinque localizzazioni iniziali ne sono rimaste due. In pratica a conclusione dello studio, viene considerato un potenziale bacino di utenza paragonabile a quello della stazione Medio Padana, proprio grazie al baricentro garantito dal posizionamento della stazione. La proposta verrà ora vagliata dal ministero per la scelta definitiva. Dall’analisi comparativa di tutti questi aspetti, emerge che ognuna delle localizzazioni possibili ha elementi di forza e di debolezza. Dal confronto con il territorio e con i gestori del servizio, come è stato sottolineato in conferenza stampa, potranno emergere eventuali osservazioni utili, prima di aprire il necessario dialogo con il Ministero e ricercare la necessaria condivisione per portare avanti il percorso progettuale.
Siti individuati strategici Per Chianella, i due siti indicati «rispondono entrambi al requisito di avere una posizione strategica per rendere pienamente efficace ed efficiente il collegamento all’Alta velocità, con l’Umbria e col sistema trasportistico dell’Italia centrale. Il complesso lavoro portato avanti dalla Commissione, partito dalla valutazione iniziale di cinque siti ipotetici, di fatto certifica la sostenibilità di questa nuova stazione ferroviaria sulla linea dell’Alta velocità Firenze-Roma nei due luoghi proposti, anche in termini di bacino d’utenza».
CHIANELLA: «FARNETA LUOGO IDEALE»
Positive ricadute sull’intero settore trasporti «Concluso il lavoro tecnico – ha detto Chianella – ora spetta alla politica, a Regioni e Governo, approfondire ulteriormente la questione per arrivare ad una scelta condivisa sulla località più adatta ad ospitare la nuova stazione. Non vi è dubbio che la stazione di Medioetruria costituisca un’opportunità di straordinaria importanza per gli utenti dell’Umbria, della Toscana e anche dell’Alto Lazio. Per la nostra regione, in particolare, agganciare l’alta velocità significa non solo velocizzare i collegamenti soprattutto verso il nord, da Bologna a Milano a Torino, ma avere positive ricadute su l’intero sistema del trasporto regionale, sia ferroviario che su gomma. Insomma la fermata sarà un vero e proprio motore di sviluppo per il territorio umbro».
Medioetruria come o più della Mediopadana «Questo studio – ha spiegato Ceccarelli – ha evidenziato che la stazione Medioetruria è un progetto sostenibile, che ha un bacino di utenza di circa 2 milioni di utenti, analogo e forse superiore a quello della stazione Mediopadana tra Bologna e Milano. Ha preso in considerazione cinque possibili localizzazioni e valutato che quelle mediane – Rigutino e Creti – possono avere qualche elemento di forza in più. I risultati sono stati presentati ai Comuni e alle Camere di commercio interessate per dare loro la possibilità di fare osservazioni. Grazie a questo lavoro potremo chiedere l’apertura di un tavolo con il Ministero, il cui coinvolgimento è indispensabile per la realizzazione di un simile progetto, e con Fs».
Infrastrutture trasversali per ipotesi macroregione «Penso – ha concluso Ceccarelli – che la realizzazione di una stazione per i treni ad alta velocità nella Toscana del sud abbia un grande valore anche rispetto alla proposta del presidente Rossi di costituire, nel futuro riassetto istituzionale, una macroregione che comprenda Toscana, Umbria e Marche. In questa prospettiva diventano strategiche tutte le infrastrutture trasversali».
Costi e tempi di percorrenza A luglio 2014 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra le due Regioni. L’obiettivo condiviso dalle due Regioni è intercettare una quota significativa dei circa 180 treni (90 coppie) che attualmente transitano sulla tratta, in modo da anticipare (o posticipare, a seconda della direzione) l’interscambio con la rete AV rispetto a Firenze. L’analisi ha riguardato anche i costi. Per la realizzazione della nuova stazione sono stati stimati indicativamente 40 milioni di euro, mentre per l’eventuale adeguamento delle stazioni esistenti di Arezzo e Chiusi l’investimento sarebbe compreso tra i 2.5 e i 4 milioni di euro. Grazie allo studio effettuato si è potuto definire con certezza il tempo di percorrenza, che nel caso di fermata ad Arezzo comporterebbe un allungamento di 11 minuti sulle attuali tracce dei treni Av; di 13 minuti in caso di fermata nella stazione di Chiusi; di 5.5 minuti, in caso di realizzazione di una nuova stazione.
