di Iv. Por.
Manca la parola Terni nel nuovo statuto dell’Università degli studi di Perugia, licenziato dalla Commissione per lo Statuto il 5 settembre. E scoppia il caso. E’ dalla politica che piovono i primi strali, interviene anche la presidente Marini ma l’Ateneo smentisce. E arriva la richiesta: cambiare il nome dell’Ateneo.
Università dell’Umbria Nel testo, in effetti, non si fa riferimento esplicito al Polo didattico di Terni. Come, del resto, avveniva nel vecchio Statuto. Solo che stavolta la questione è più «politica»: da parte ternana emerge il timore che le voci di ridimensionamento dell’Ateneo, che sarà più compatto e votato alla ricerca, taglino fuori le sedi decentrate della città dell’Acciaio e di Narni. Il Polo scientifico in particolare. E così arriva la richiesta di cambiare la qualifica: non più Università di Perugia, ma Università dell’Umbria.
Lettera al rettore «Il Polo di Terni non rappresenta un generico decentramento ma un connotato strutturale dell’Università di Perugia». A dirlo sono i sindaci di Terni e Narni, Leopoldo Di Girolamo e Stefano Bigaroni, e il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, in una lettera inviata al rettore Francesco Bistoni e ai componenti del Senato accademico. I tre amministratori esprimono «insoddisfazione dopo aver preso visione della bozza di Statuto approvata dalla commissione statuto in data 5 settembre 2011». «In quell’articolato – aggiungono – manca qualsiasi riferimento al Polo scientifico didattico della Provincia di Terni come parte costituita dell’Università di Perugia». Ricordando che «si è sviluppata nel nostro territorio una presenza universitaria consistente, fatta di 6 facoltà, 13 corsi di laurea, laboratori di ricerca di livello nazionale ed internazionale, presenza che è stata premiata da un consenso crescente degli studenti» i due sindaci e il presidente della Provincia chiedono che «nella prossima seduta del Senato accademico che deve esaminare e votare la bozza di Statuto licenziata dalla apposita commissione, vengano apportate modifiche qualificando l’Università di Perugia come Università dell’Umbria e l’Ateneo come Ateneo multicampus con più sedi operative».
Valorizzare il Ternano Inoltre nella lettera viene chiesto «che il corso di laurea magistrale in Scienze per l’investigazione e la sicurezza venga portato nella sede naturale di Narni in modo da dare omogeneità e coerenza ad un corso di laurea che ha riscosso un enorme successo e rappresenta un punto di eccellenza e di attrazione dell’Università regionale». Relativamente alla questione della articolazione operativa dell’Ateneo attraverso i dipartimenti Polli, Di Girolamo e Bigaroni chiedono infine che la realtà ternana «abbia il giusto riconoscimento valorizzando quelle competenze, quelle esperienze e quegli investimenti che si sono fatti in questi anni».
Si mobilita il consiglio comunale Sulla questione del nuovo Statuto sono intervenuti anche l’Ufficio di presidenza del consiglio comunale di Terni e la Conferenza dei presidenti. Nel corso di una conferenza stampa, il presidente dell’Assemblea civica Giorgio Finocchio ha definito «grave il fatto che all’interno dello Statuto non ci siano riferimenti al decentramento ternano, se non generici». «Quella ternana – ha aggiunto – è un’esperienza universitaria trentennale che si è andata consolidando negli ultimi 10 anni sia in termini di iscritti che di didattica. Ora però rischia di essere messa a dura prova da una bozza organizzativa che non prende in considerazione queste riflessioni». Lunedì il tema dell’università sarà al centro di un consiglio comunale «che avrà l’obiettivo – ha concluso Finocchio – di rimettere la vicenda ternana al centro della riflessione».
La smentita In merito alle «voci ricorrenti circa la volontà dell’Università degli studi di Perugia di interrompere gli impegni nei confronti di Terni, e quindi di sopprimere il Polo, l’Ateneo smentisce categoricamente qualsiasi intenzione in tal senso». Lo fa con una nota diffusa oggi. «Allo scopo, al contrario, di garantire tale presenza – sottolinea l’Università -, è stato inserito nell’art.2 del nuovo Statuto in corso di approvazione un comma, che sottolinea la volontà dell’Ateneo di mantenere o istituire, allo scopo di migliorare la qualita” della ricerca e della didattica, anche in collaborazione con altre università, sedi e poli decentrati, purché rientrino nel contesto di accordi di programma con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Poiché tale requisito dell’esistenza di accordi di programma con il ministero esiste già per quanto riguarda Terni, sono ingiustificati gli allarmismi richiamati». «In merito, poi, all’organizzazione della presenza universitaria a Terni – conclude la nota dell’Ateneo -, essa sarà concordata una volta approvato lo Statuto, ma ovviamente non potrà derogare da quanto stabilito dalla Legge 240 e relativi decreti applicativi».

