screen canale Youtube Regione Umbria - Assemblea legislativa

di Ma. Gi. Pen.

Confronto infuocato in Regione sul progetto stadio-clinica di Terni. Il dato della mattinata è uno solo: il centrosinistra e il centrodestra non hanno trovato la sintesi e del “problema” non se ne è discusso. Respinto infatti l’inserimento all’ordine del giorno di entrambe le mozioni presentate, dopo la sospensione dell’assise durante la quale i gruppi hanno provato a mettersi d’accordo per presentare un atto unico, ma niente da fare.

Stadio-clinica in Regione Tutto è iniziato quando, in apertura di seduta, il centrosinistra ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno di una mozione a sostegno dell’azione della giunta regionale sul progetto stadio-clinica sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza. Il centrodestra a quel punto, per voce della consigliera Donatella Tesei, ha chiesto di riferire con urgenza sul confronto avuto dalla governatrice Stefania Proietti con la presidente della Ternana Claudia Rizzo. La consigliera, avanzando la richiesta, ha poi sottolineato l’irritualità del vertice fuori da sedi istituzionali e senza che prima del deposito del ricorso al Tar sia stato tentato un confronto con Palazzo Spada. Dopo l’intervento, l’assise è stata sospesa su richiesta della consigliera Laura Pernazza che, prima firmataria di un’altra mozione sul tema stadio-clinica, sottoscritta da Lega, Forza Italia e Tesei presidente-Umbria civica, ha chiesto ai vari gruppi di tentare un’intesa per produrre atto unanime.

Mozione della maggioranza Ripresa la seduta è intervenuta la consigliera Maria Grazia Proietti: «La Regione Umbria ha agito correttamente. La città di Terni non è vero che è penalizzata, stiamo lavorando tutti insieme per migliorare la città con investimenti concreti». La mozione della maggioranza infatti impegnava la giunta, tra le altre cose, «a proseguire con la massima determinazione l’azione intrapresa a tutela della comunità regionale, della legalità, del principio di imparzialità della pubblica amministrazione, nel rispetto delle competenze definite dal quadro costituzionale; a contrastare ogni tentativo di strumentalizzazione politica volto a disgregare la coesione territoriale», ma anche «a perseguire un canale di dialogo istituzionale con il Comune di Terni per individuare, attraverso le corrette procedure, la piena fruibilità delle infrastrutture sportive della città, valutando ogni possibile azione e risorsa per il nuovo stadio Liberati».

Bagarre In aula, ha preso parola poi il consigliere Enrico Melasecche che si è dichiarato «fortemente contrario a questo atto perché è una presa in giro per la città di Terni». Poi ha aggiunto: «Voi dite che lo stadio deve essere realizzato con risorse del Comune di Terni. Il Comune paga le tasse più alte d’Italia, come fa a trovare risorse? Fra un anno il Liberati è fradicio. Non regge». La sospensione di circa mezz’ora dunque non è stata utile per mettersi d’accordo e la sintesi tra le due mozioni non è stata trovata. Il consigliere di opposizione si è augurato di trovare una quadra con la maggioranza e di giungere nei prossimi giorni a un testo unico, ma sull’esternazione legata a un punto della mozione del centrosinistra è scattata la bagarre con toni decisamente accesi e risposte anche fuori microfono. A quel punto è intervenuto il consigliere Betti che ha proposto di sospendere la seduta nuovamente, in sostanza, per moderare i toni. Dopo un’altra sospensione, la richiesta di inserimento all’ordine del giorno del documento della maggioranza è stata respinta: non è stata raggiunta la maggioranza qualificata di due terzi dei presenti.

La posizione del centrodestra Si è passato quindi a valutare l’altra richiesta di inserimento all’ordine del giorno, presentata dalla consigliera Pernazza: «La nostra mozione è finalizzata a dire alla città di Terni che si vuole proseguire nell’iter di realizzazione dello stadio-clinica e quindi si impegna la giunta regionale a sostenere l’iter di realizzazione nell’esclusivo interesse della città di Terni, dei cittadini e della comunità regionale; a promuovere un tavolo tecnico-istituzionale Comune-Regione, aperto anche al contributo di tutte le forze politiche, finalizzato all’individuazione di un percorso volto alla realizzazione del progetto nel pieno rispetto delle normative e procedure di legge». Pernazza ha poi aggiunto: «Oggi andare avanti per le vie legali vuol dire affossare Terni».

Confronto infuocato Dopo l’intervento della consigliera d’opposizione si è riacceso il “fuoco”. Ha preso parola Francesco Filipponi che ha spiegato come «oggi si perde l’occasione per arrivare ad una sintesi di due proposte. Dovremmo trovare insieme una soluzione alle problematiche della città – ha detto -, non scontrarci qui dentro». A quel punto il testa a testa c’è stato con il consigliere Melasecche, acceso quando Filipponi ha ricordato che «il Comune di Terni è uscito dal dissesto nel luglio 2023» e ha poi citato l’esito della conferenza dei servizi. «Lei fomenta continuamente», ha detto a Melasecche con il consigliere di opposizione che ha avuto da ridire per «poi respingere gli attacchi personali» durante il suo successivo intervento. A cercare di abbassare i toni il consigliere Nilo Arcudi: «Per fare il bene dei nostri cittadini bisogna essere equilibrati» e ha chiesto, anche lui, di trovare una sintesi. Alla fine dei conti, tutti gli intervenuti erano d’accordo sul trovare una quadra, quadra che però non si è trovata per palesi posizioni non condivise unanimemente. Anche l’inserimento all’ordine del giorno della mozione illustrata da Pernazza è stato respinto. Si rimanda tutto a giorni “più sereni”.

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