di Chiara Fabrizi
Il consiglio comunale in un’ora circa ha approvato l’agognata variante in riduzione al Piano regolatore generale (parte strutturale), spacchettata in sei stralci per superare la raffica di incompatibilità emerse tra i consiglieri di maggioranza che, diversamente e in teoria, avrebbero rischiato di non avere il numero legale: otto quelli con proprietà di parenti diretti o di affini fino al quarto grado toccati dalla modifica urbanistica (Cretoni, Pompili, Fedeli, Ranucci, Fagotto Fiorentini, Ugolini, Loretoni, Polinori più Profili dell’opposizione). L’approvazione della massima assise, è stato spiegato in aula, mette in salvo fin da ora i contribuenti, tanti quelli della zona di San Giacomo, che hanno chiesto la declassificazione dei terreni da edificabili ad agricoli per non pagare più l’Imu, che da oggi non è quindi più dovuta. La manovra urbanistica, come noto, vale minori entrate fiscali per circa 300 mila euro, cui è stata data da tempo copertura. Aperti i termini per presentare le osservazioni che, secondo le stime dell’ufficio urbanistica dell’ente, a illustrare la pratica in aula il geometra Paolo Bordoni, potrebbero essere circa 200 e ognuna, naturalmente, andrà valutata prima di tornare in aula.
Via libera lampo alla variante al Prg La corposa pratica ha richiesto sei votazioni, una per stralcio, proprio per permetter agli incompatibili di lasciare l’aula: cinque si sono concluse con il via libera all’unanimità, mentre una con 17 voti favorevoli e un contrario, con il disco rosso che è stato acceso per errore di digitazione dal presidente del consiglio Sandro Cretoni. L’approvazione, dunque, è filata via liscia dopo l’intervento in aula dell’assessore Francesco Flavoni, che ha annunciato anche «l’avvio del lavoro di modifica delle norme tecniche di attuazione per la perequazione, che interessa principalmente le zone di Colle San Tommaso, San Giacomo ed Eggi: obiettivo permettere ai proprietari di avviare i cantieri anche a stralci, così da superare le criticità legate ai consorzi tra gli stessi proprietari, che hanno complicato molto la vita a imprese e famiglie». Nel dettaglio la variante taglia le previsioni di edificabilità su circa un milione di metri quadrati e ne introduce 200 mila mq su a zone agricole utilizzabili per nuovi interventi (Zauni), al contempo rivede anche l’impianto della viabilità previsto nello strumento urbanistico, eliminando il progetto dello svincolo Sud e la strada che da San Brizio avrebbe dovuto sfilare vicino a Protte per poi raggiungere San Sabino, mentre è inserita la previsione dell’addio al ponte di Pontebari: dall’incrocio di Montarello un’opera viaria dovrebbe tagliare la curva e consegnare all’archeologia il ponte striminzito con le balaustre fatiscenti. Ma naturalmente non ci sono le risorse e il progetto vero e proprio è tutto da definire.
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