di Chiara Fabrizi

La presidente della Regione Umbria, nelle vesti di vicecommissario per la ricostruzione post sisma, ha chiesto di stoppare il dirottamento dei 3,4 milioni stanziati con ordinanza 31 del 2021 per la scuola primaria di Villa Redenta in favore della secondaria di primo grado Dante Alighieri, chiusa dai terremoti del 2016 e su cui l’amministrazione comunale intende procedere con la demolizione della sede storica per ricostruire, sempre in via don Pietro Bonilli, un edificio idoneo ad accogliere quattro sezioni, quindi dodici classi.

Un cantiere, questo, per la quale mancano i fondi: sulla Dante Alighieri pende un finanziamento post sisma di 5,8 milioni di euro, mentre per realizzare il progetto della giunta guidata dal sindaco Andrea Sisti servono 11,3 milioni. In questo quadro, l’amministrazione comunale si è formalmente detta pronta a rinunciare ai 3,4 milioni stanziati per la primaria di Villa Redenta, su cui pende un contenzioso coi proprietari dei terreni in cui è stata realizzata 40 anni fa e per i quali non sarebbe mai stato perfezionato l’esproprio. A pesare sulla primaria di Villa Redenta anche l’indice di vulnerabilità sismica e anche la vicinanza con l’Italmatch, l’azienda chimica che lavora il fosforo.

Lo stop di Tesei al dirottamento dei fondi in favore della Dante Alighieri è stato denunciato in consiglio comunale, giovedì sera intorno alle 21, dal consigliere comunale di opposizione Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto). Il documento della presidente è datato 2 settembre ed è indirizzato al commissario Guido Castelli e per conoscenza allo stesso Sisti: «Ormai da alcune settimane sto registrando – scrive Tesei – copiose lamentele da parte di cittadini di Spoleto che si oppongono alla scelta fatta dall’attuale amministrazione locale di non dare più corso alla ricostruzione della scuola primaria (Villa Redenta, ndr), ciò in ragione dell’importanza che essa rivesta per il tessuto sociale di Spoleto». Ergo: «Chiedo di mantenere inalterata la previsione e il finanziamento concesso con ordinanza 31 del 2021 alla scuola primaria di Villa Redenta e quindi dare copertura economica ai lavori sulla scuola Dante Alighieri con altri fondi nelle disponibilità di codesta struttura commissariale».

In aula il sindaco, dopo l’ennesima bagarre con Cintioli, ha affermato che «questa amministrazione comunale è un anno e mezzo che discute con Regione e Ufficio speciale per la ricostruzione per ottenere la maggiorazione dell’importo stanziato per la Dante Alighieri, ma su questo tema c’è stata una netta presa di posizione iniziale da parte dell’Usr, che non ha inteso accordare questa maggiorazione e quindi era necessario trovare nuove soluzioni». Secondo la prospettiva di Sisti, dunque, «se non avessimo fatto questo passo (ovvero chiedere formalmente il dirottamento dei fondi dalla scuola di Villa Redenta alla Dante Alighieri, ndr) avremmo avuto soltanto 5,8 milioni di euro, mentre Tesei nel suo documento parla di dare copertura economica alla Dante Alighieri con altri fondi e, soprattutto, il commissario Castelli ha detto all’assessore Paroli che l’11 settembre firmerà l’ordinanza sulla Dante Alighieri». In cui dovrebbe essere accordata la maggiorazione dei fondi per ricostruire la scuola di via don Pietro Bonilli, ma il condizionale è d’obbligo.

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