di C.F.
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Il sindaco di quartiere torna in commissione per approfondimenti. Così si è espresso il consiglio comunale sulla proposta formulata a dicembre da Giampaolo Emili (lista Due Mondi) e Alessandro Cretoni (Forza Italia) che insieme hanno presentato il corposo faldone maturato dopo settimane di lavoro congiunto.
IL PROGETTO DEL SINDACO DI QUARTIERE
Sindaco quartiere divide maggioranza e Pd Ma l’ipotesi che le frazioni individuino tra i cittadini i propri rappresentanti fa discutere. Tant’è che se da una parte verifiche sulla fattibilità dell’operazione saranno accuratamente vagliate, dall’altra in aula il voto sul rinvio in commissione del sindaco di quartiere ha fatto emergere qualche divergenza. Ad esempio quattro consiglieri di maggioranza del gruppo Spoleto Popolare (Armadoro, Dominici, Frascarelli e Settimi) hanno preferito astenersi e non seguire i colleghi di Rinnovamento che invece si sono espressi favorevolmente. Analoga distanza è stata marcata da Paolo Martellini nel gruppo Pd, anche lui ha preferito non votare la pratica.
Dominici: «Progetto inutile» Del resto già durante il dibattito erano emersi i dovuti distinguo. Dominici, ad esempio, ha evidenziato che «Il Comune di Spoleto è tra quelli che vanta il maggior numero di associazioni in Italia, per questo andare a individuare un sindaco di quartiere è inutile, ma naturalmente – ha detto il consigliere – se la città lo vuole, io mi adeguo, altrimenti non ha modo di esistere».
Monini: «Sindaci di quartiere non siano condizionati da politica» Perplessità, nonostante il voto favorevole, sono state espresse anche da Zefferino Monini (Rinnovamento): «Se visto con spirito fortemente democratico potrebbe essere una grande cosa, ma – ha messo in chiaro – deve essere svincolata da logiche politiche perché i soggetti che eventualmente verranno scelti possono dare il meglio solo se non frenati da condizionamenti».
Cardarelli: «Andiamo già nelle frazioni» Sulla proposta di Cretoni ed Emili è intervenuto anche il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Noi stiamo già andando nelle frazioni e nei territori per ascoltare i cittadini, raccogliamo le segnalazioni e le proposte e una volta fatto il bilancio previsionale lo presenteremo alle frazioni per decidere insieme le priorità con l’obiettivo si archiviare definitivamente l’uso della politica per il consenso elettorale».
Emili e Cretoni Sul punto Emili ha provato a chiarire: «Va bene andare nei territori – ha detto – ma il sindaco di quartiere è un’altra cosa, è un progetto che traccia un percorso culturale di cambiamento attraverso la partecipazione attiva dei cittadini alle vita amministrativa, mi auguro che il progetto non finisca nel dimenticatoio». A fargli eco Cretoni: «Il sindaco di quartiere è uno strumento utile per risolvere insieme ai residenti i problemi e annullare le distanze tra la gente e la macchina comunale».
