di Chiara Fabrizi
Nessuna criticità per i sette edifici che ospitano gli istituti superiori, mentre si concluderanno sabato mattina le verifiche scattate su asili nido, scuole materne, elementare e medie. Se non emergeranno nuove lesioni, lunedì 23 gennaio anche gli studenti di Spoleto torneranno in aula. Da Perugia a Città di Castello già venerdì 20 gennaio molti studenti si sono rimessi ai banchi.
Riaprono le Poste centrali Venerdì è stata anche notificata a Poste Italiane l’ordinanza di agibilità della sede centrale di viale Matteotti, chiusa dopo il terremoto del 30 ottobre. A darne notizia è l’assessore Loretoni che ha seguito la pratica con i funzionari di Poste: «Penso sia un segnale importante per il centro storico – commenta – oltreché un servizio ai residenti, alle categorie professionali e ai commercianti della zona». In base a quanto risulta sono stati compiuti interventi di messa in sicurezza prescritti nell’area del back office e front office, che ora potranno tornare ad accogliere personale e utenti. Non è al momento stata ufficializzata la data di riapertura delle Poste centrali ma con ogni probabilità potrebbe avvenire nella prossima settimana.
Il caso Palatenda Ma a tenere banco in queste ore nella città del Festival, dove ci sono da evadere circa 5 mila richieste di sopralluogo, è il caso del Palatenda. La palestra, che già nei giorni successivi al terremoto ha ospitato per la notte circa 150 persone, dopo le quattro scosse di magnitudo oltre 5 del 18 gennaio è stata riaperta senza darne comunicazione alla popolazione. Nonostante questo sono state una sessantina le persone che per la notte si sono ritrovate nella palestra di via Laureti e hanno chiesto una brandina. Nessuno lo ammette ma verosimilmente a innescare il silenzio del Comune sulla riapertura del Palatenda è stato il guasto all’impianto elettrico e quindi a quello di riscaldamento, poi risolto con l’aiuto di Enel. La temperatura all’interno della tensostruttura non era adatta, ma le condizioni non sarebbero state neanche proibitive.
Cardarelli sorvola e attacca Resta comunque l’avvitamento sulla mancata comunicazione sia del guasto che dell’apertura del dormitorio, questione che il sindaco Fabrizio Cardarelli sorvola: «Il problema all’impianto si è verificato nonostante i controlli effettuati negli ultimi dieci giorni. Abbiamo quindi dovuto effettuare un intervento immediato, utilizzando un gruppo elettrogeno fornito dall’Enel, perché avevamo il dovere di ospitare tutti quei concittadini che non volevano rientrare nelle proprie case». Dopodiché l’attacco: «Il Palatenda è un impianto la cui progettazione e realizzazione è assolutamente carente, ennesima testimonianza della superficialità con cui sono state fatte molte cose in passato. Oggi, per evitare il ripetersi di problemi di questo genere, è necessario acquistare una sottostazione elettrica, ossia utilizzare una cifra tra i 30 e i 50 mila euro per permettere alla struttura di funzionare correttamente con luci e riscaldamenti contemporaneamente accesi».
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