di Chia.Fa.
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A volersi proprio sbilanciare, l’arcivescovo Renato Boccardo individua nella Pasqua 2017 la data di riapertura della chiesa di San Giacomo «poi – dice – se riuscissimo per il Natale 2016 sarebbe anche meglio». Ma la cautela è d’obbligo. Già, perché i tecnici che stanno seguendo la delicata ricostruzione dell’edificio di culto, crollato il 23 novembre 2010, potranno valutare le condizioni strutturali e quindi definire nel dettaglio gli interventi soltanto durante la progressiva rimozione delle numerose puntellature presenti.
VIAGGIO ALL’INTERNO DELLA CHIESA (foto)
Intervento da almeno un milione di euro Di certo c’è che il progetto confezionato con la Soprintendenza, ma approvato anche da Provincia e Comune, prevede una ricostruzione della chiesa completamente aderente all’originale che costerà più di un milione di euro, la stima diventerà più esatta con l’avanzare dei lavori. Poco di più, cioè 1.3 milioni di euro, era la somma che la Regione aveva stanziato per il recupero post-sisma della chiesa di San Giacomo di Spoleto. Di questi denari, attualmente, ne restano a disposizione per il nuovo intervento circa 500 mila euro, mentre per i restanti si farà affidamento sui risarcimenti in via di definizione con le assicurazioni, inevitabilmente coinvolte a seguito del crollo, su cui pende anche un procedimento giudiziario.
Boccardo: «Se ci saranno contributi procederemo più speditamente» Ma se le somme non dovessero bastare a pagare i lavori, consegnati il 17 dicembre scorso e iniziati il 7 gennaio, la Curia sarà costretta a studiare soluzioni alternative. In questo senso, monsignor Boccardo ha spiegato: «Intanto era importante far ripartire i lavori sulla base del mezzo milione disponibile, poi vedremo come fronteggiare gli eventuali sviluppi, naturalmente se chi ha a cuore la chiesa volesse sostenerne la ricostruzione si procederebbe più speditamente». E qui un paio di bacchettate il presule non le ha risparmiate: «Si sono dette tante cose, Sgarbi ha addirittura affermato che gli affreschi non sono patrimonio della Chiesa ma dell’umanità, quindi potrei invitare l’umanità a contribuire». Nel mirino anche i consiglieri comunali che l’estate scorsa hanno portato il critico a San Giacomo senza interloquire con la Curia: «Si sono fatti pubblicità, ma con noi nessuno si è mai fatto avanti, come si conviene per educazione e cortesia».
Ricostruzione chiesa di San Giacomo Risorse economiche e puntualizzazioni a parte, il direttore dei lavori, l’ingegner Giuseppe Scatolini, ha spiegato che in questa prima fase la ditta Carlini ha proceduto alla messa in sicurezza dei pilastri e alla realizzazione di opere di consolidamento, ma anche alla bonifica dell’area invasa dal guano dei piccioni. Già dal prossimo mese dovrebbero scattare i lavori di ricostruzione della navata laterale crollata, anche se gli spazi ridotti in cui si opera costringono a procedere con cautela, tanto che il cantiere è stato diviso in tre aree ristrette.
Restauro affreschi Contestualmente la Restauro sas di Pierangelo Fiacchi ha già compiuto gli interventi più emergenziali sul ciclo pittorico Dello Spagna e con la Soprintendenza sta definendo gli interventi per eliminare la vasta muffa che si è sviluppato sull’affresco di San Giacomo presente nell’abside. Durante i lavori, poi, sono stati scoperti degli affreschi probabilmente prerinascimentali su cui saranno avviate una serie di analisi, utili poi anche a decidere se ricoprirli o lasciarli a vista.
