di C.F.
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Raccolta firme per scongiurare nuove esternalizzazioni e ulteriori tagli agli asili nido comunali. Nasce su Facebook, dove già conta quasi 300 iscritti, ma entra nelle strutture di viale Martiri e Villa Redenta, l’iniziativa di alcune mamme e papà che hanno stilato un appello in fase di sottoscrizione per scacciare l’incubo «dello smantellamento» del servizio.
Tagliati 12 posti ai nidi di Spoleto A far alzare il livello di guardia tra i genitori la recente soppressione a partire da settembre della sezione lattanti del nido di Villa Redenta che, in sintesi, ha ridotto la ricettività dei nidi comunali da 110 a 98 posti, provvedimento che segue quello con cui dallo scorso anno si è provveduto ad affidare in gestione a una coop, Il Cerchio, l’asilo di San Giacomo, comunque integrato sia per graduatorie che per tariffe agli altri due ancora direttamente curati dal Comune. A causare il taglio, come già riportato nei giorni scorsi, il mancato rispetto da parte del Comune delle scadenze di pagamento su fatture dei fornitori che costa, per legge, il divieto ad assunzioni. Il disco rosso vale anche per le 16 maestre in organico che da tempo necessiterebbero di rinforzi.
Mamme e papà si organizzato Tuttavia, anche alla luce di prospettive per nulla rosee sui conti di Palazzo, i genitori hanno avviato la raccolta firme per l’appello «contro lo smantellamento dei nidi comunali». Nel documento in cui si legge: «Dopo aver assistito all’esternalizzazione dell’asilo di San Giacomo, esprimiamo grande preoccupazione per la decisione di questa amministrazione di ridurre i posti disponibili nei due nidi comunali di Villa Redenta e viale Martiri. Temiamo – proseguono le mamme e i papà – che la mancata attivazione della sezione lattanti sia un nuovo passo verso lo smantellamento del sistema educativo comunale, un servizio di qualità ed efficienza, patrimonio dell’intera comunità, ma nel momento di scegliere come spendere i soldi pubblici l’amministrazione di questa città mostra un totale disinteresse nei confronti di quei cittadini di cui dovrebbe avere maggior cura: i bambini».
Appello al sindaco Fabrizio Cardarelli Le richieste delle famiglie sono chiare: «Convinti che i servizi per l’infanzia siano essenziali e debbano rappresentare una priorità, ci appelliamo al sindaco e alla giunta affinché siano garantiti i servizi educativi comunali ai bimbi da zero a 3 anni e alle loro famiglie, siano garantiti gli educatori attualmente presenti negli nidi e non si esternalizzi ulteriormente a coop private le cura dei piccoli, in nessuna fascia oraria».
Bececco: «Convenzioni con privati per compensare 12 posti» Nella delicata vicenda è intervenuta anche il vicesindaco Maria Elena Bececco che, dopo aver ricordato il divieto imposto dalla legge ai Comuni cattivi pagatori su nuove assunzioni, ha affermato: «Ricordando che nel 2014 non si sono avute iscrizioni di lattanti per tutti i posti disponibili, l’intenzione dell’amministrazione per evitare ulteriori disagi alla cittadinanza è quella di valutare la possibilità di convenzionamento per i 12 posti con nidi privati che presentino gli stessi di standard qualitativi e le medesime condizioni di accesso e agevolazioni di quelli comunali».
Spettro nuove esternalizzazioni E poi: «Non si è ancora parlato di esternalizzazione di alcun nido anche se, nel caso in cui dovessero permanere tali norme, sarà la necessaria conseguenza. D’altronde, non potendo assumere, come potremmo garantire un servizio senza maestre? Meglio non fornire alcun servizio piuttosto che esternalizzarlo? Su questo punto è doveroso da parte nostra informare i cittadini che l’esternalizzazione, eventualmente di un asilo, non influirebbe né sui posti delle educatrici, nè sul servizio fornito rispetto al quale si potrà usufruire delle stesse agevolazioni previste per l’asilo pubblico, come accade per l’asilo nido di San Giacomo esternalizzato quest’anno attraverso il project financing, fermo restando il coordinamento e la supervisione da parte della coordinatrice pedagogica del Comune. Ovviamente una decisione di questo tipo, nel momento in cui si rendesse necessaria, dovrà essere condivisa con le famiglie, il personale educativo ed i sindacati»

SPOLETO PER I BAMBINI – Per una città che sia a misura di bambino
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