La riunione in commissione

di C.F.

Ventitré proposte urbanistiche presentate da privati pronti a rinunciare in favore del Comune a parte delle proprietà pur di ottenere una modifica all’attuale classificazione delle aree. Questo il primo dato che emerge alla scadenza dell’avviso pubblicato dal municipio con l’obiettivo, previsto dalla nuova normativa regionale in materia, di assicurare al patrimonio immobiliare dell’ente appezzamenti su cui realizzare interventi di interesse pubblico.

Proposte urbanistiche dei privati al vaglio Al momento non sono noti i dettagli delle istanze, per intendersi quanti metri cubi i proprietari chiedono di trasformare in edificabili e quanti quelli che acquisirebbe il Comune, ma da alcuni giorni le pratiche sono al vaglio degli uffici urbanistici coordinati dall’assessore Antonio Cappelletti. Per tracciare un bilancio, però, occorrerà attendere la conclusione dell’analisi su cui sono concentrati i tecnici di Palazzo chiamati a verificare la fattibilità delle 23 proposte, con particolare attenzione all’eventuale interesse pubblico che su ogni singola richiesta urbanistica l’ente deve riconoscere per dare il via libera. Per entrare nel merito dell’operazione, l’esempio più volte messo sul tavolo dall’assessore Cappelletti è quello dell’edilizia residenziale pubblica con l’Ater, l’agenzia regionale competente, che dispone delle risorse per progettare e costruire gli stabili, ma non più, come invece capitava in passato, per acquistare anche il lotto di terreno.

Vecchio Prg di nuovo al Tar Ergo, a fornire il lotto potrebbe essere direttamente il municipio pescando tra le proprietà acquisite nell’ambito degli accordi urbanistici definiti coi privati. Analogamente le metrature potranno tornare disponibili anche per altri interventi sociali, il caso può essere quello di finanziamenti destinati alla realizzazione di un asilo nido o di un centro diurno per anziani. In attesa di conoscere l’esito dell’operazione avviata dal Comune, il 2 dicembre l’attuale Piano regolatore generale (Prg) è tornato al Tar dell’Umbria, che già nel dicembre 2012 aveva provveduto ad annullare lo strumento urbanistico con sentenza confermata sia dal Consiglio di Stato che dalla Cassazione.

Slitta adozione di nuovo Prg Il nuovo ricorso è stato presentato da alcuni proprietari già protagonisti del primo procedimento amministrativo che stavolta hanno impugnato la delibera con cui nell’aprile 2014 il consiglio comunale ha provveduto a ripristinare gli effetti del Prg, così come previsto dall’interpretazione autentica della norma varata dalla Regione a seguito dell’annullamento dello strumento urbanistico. Il Tar ha rinviato l’udienza al maggio prossimo assicurando, nella sostanza, agli amministratori comunali altri cinque mesi di tempo per arrivare all’adozione del nuovo Prg, inizialmente prevista per fine 2015 e verosimilmente destinata a slittare ai primi mesi del prossimo anno.

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