«Parlare coi ragazzi serve a far capire che delinquere non conviene neanche dal punto di vista economico, non porta guadagni. Mi esprimo così perché purtroppo siamo in una società in cui veniamo valutati per quello che abbiamo e non per quello che siamo». Questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria ma soprattutto uno dei magistrati più noti della Direzione distrettuale antimafia (Dda), ieri pomeriggio protagonista dell’affollatissimo incontro pubblico Crescere nella legalità andato in scena al San Nicolò.
Gratteri incontra gli studenti: fotogallery
Gratteri incontra gli studenti di Spoleto Al suo fianco e il sottosegretario al ministero dell’Interno, Gianpiero Bocci, il procuratore capo di Spoleto, Alessandro Cannevale, il presidente del consiglio comunale, Giampiero Panfili e il sindaco Fabrizio Cardarelli. «Oggi sono un magistrato molto conosciuto, un personaggio pubblico che va di moda oserei dire, ma questo tipo di incontri ho iniziato a farli 30 anni fa, quando ancora ero un perfetto sconosciuto perché ritengo che sia necessario trasmettervi alcune nozioni fondamentali, frutto della mia esperienza di magistrato, affinché possiate comprendere che, soprattutto in una società come la nostra in cui veniamo valutati per quello che abbiamo, più che per quello che veramente siamo, delinquere è un qualcosa che non aiuta economicamente, se non il capo mafia, il boss. Tutti gli altri sono solo morti di fame, degli “utili idioti” portatori di acqua al pozzo del capo locale».
«Delinquere non vi farà diventare ricchi» Gratteri ha raccontato, mostrando ai ragazzi alcuni suoi video girati in Sud America, le indagini legate al narcotraffico, il funzionamento del mercato della droga, le sostanze altamente dannose presenti nelle sostanze stupefacenti, in particolare la cocaina, oggi presenti sul mercato: «Ragazzi, dovete fare grande attenzione ai falsi valori e per farlo è indispensabile conoscere: questa è l’essenza e il significato profondo di incontri come questo». Al fianco di Gratteri, il procuratore capo di Spoleto Alessandro Cannevale: «Nella mia esperienza da magistrato ho avuto la possibilità di osservare da vicino cosa sono coloro che delinquono, persone che potremmo incontrare ogni giorno per strada. È per questo che crescere avendo cognizione di cosa voglia dire e cosa sia la legalità è fondamentale per poter scegliere correttamente una volta diventati adulti».
Panfili: «Educazione alla legalità non diventi retorica» L’incontro è stato aperto da Panfili: «Momenti di confronto e di approfondimento come questo ci danno la possibilità, a volte non frequente e spesso non scontata, di creare i presupposti affinché, soprattutto i più giovani, possano maturare pienamente la facoltà di saper pensare e ragionare, di saper scegliere e orientarsi in situazioni moralmente significative, per far sì che l’educazione alla legalità non diventi retorica e autoreferenziale. La speranza è che momenti di incontro come questo possano ripetersi anche in futuro nella nostra città».
