di Chiara Fabrizi
L’Anticorruzione ha aperto un procedimento di vigilanza sull’appalto integrato di progettazione ed esecuzione lavori per il nuovo Palasport di Spoleto di via Martiri della Resistenza finanziato inizialmente con 5,5 milioni di fondi Pnrr assegnati al Comune di Spoleto dal ministero dell’Interno nell’ambito della partita Rigenerazione urbana. A segnalare le presunte anomalia, è emerso la mattina del 12 marzo, è stata la Compagnia di Spoleto della Guardia di Finanza, che nel 2025 ha compiuto anche una serie di acquisizioni documentali in Comune.
Nel mirino delle fiamme gialle, stando a quanto ricostruito il 12 marzo, sono finite “modifiche migliorative” al progetto per circa 2 milioni di euro complessivi che, questa la criticità segnalata dai finanzieri, sono state decise in periodi successivi alla firma dell’originario contratto con l’impresa vincitrice della gara d’appalto, risalente al 27 luglio 2023 e dal valore di 4,3 milioni di euro.
In questo quadro, l’alert della Guardia di finanza all’Anac (autorità nazionale anticorruzione) è scattato perché i lavori supplementari per 2 milioni di euro, che risultano sostenuti con mutui, sono stati considerati dalle fiamme gialle del tutto prevedibili e quindi, secondo gli investigatori, avrebbero dovuto essere inseriti nell’originaria gara per progettazione ed esecuzione dei lavori.
Dalla segnalazione dei finanzieri, che nel primo scorcio del 2025 hanno anche acquisito documentazione in Comune, è scaturito il procedimento di vigilanza dell’Anticorruzione che ipotizza una violazione dell’articolo 106 del Codice degli appalti sulla “modifica di contratti durante il periodo di efficacia”, limitatamente al comma 1 lettera b, che disciplina “lavori, servizi o forniture supplementari da parte del contraente originale”: la norma è semplicemente quella con cui il Comune ha motivato le “modifiche migliorative”, ma secondo le fiamme gialle lo ha fatto impropriamente.
Del “fascicolo” Anac si era avuta notizia il 25 febbraio scorso quando era stata pubblicata all’Albo pretorio la delibera di giunta 37 del 12 febbraio con cui l’esecutivo ha affidato il relativo incarico legale allo studio dell’avvocato Arturo Cancrini. L’atto, però, non era disponibile e nonostante le richieste non era stato possibile reperirlo per presunte ragioni di “privacy”.
Il fascicolo Anac non è passato inosservato tra i banchi di opposizione. In particolare, mercoledì 11 marzo sono stati i consiglieri Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili (Alleanza civica), che peraltro hanno sempre contestato l’investimento per il nuovo Palasport da 300 posti, a spiegare che «Anac ipotizza possibili violazioni di alcuni commi dell’articolo 106 del Codice degli appalti», ossia la disposizione che disciplina la «modifica dei contratti durante i periodi di efficacia».
A questo punto è intervenuta con una nota anche l’amministrazione comunale senza però entrare nel merito del procedimento di vigilanza: «Il Comune ha già fornito riscontro all’Anac rispetto alle richieste rappresentate. I lavori per il nuovo Palazzetto dello sport stanno proseguendo regolarmente e le osservazioni Anac non incidono sull’andamento sia dal punto di vista economico che tecnico. All’esito del procedimento sarà cura del Comune fornire maggiori e ulteriori informazioni a riguardo».
