di Chia.Fa.
Entro la fine dell’anno si arriverà all’adozione del Piano regolatore generale parte strutturale, che sarà tutto fuorché particolareggiato. Già, perché in questa fase gli uffici provvederanno a individuare per il territorio di Spoleto cinque classificazioni: aree agricole, centri storici, periferie consolidate, aree a servizi e aree produttive.
Prg strutturale leggero In un secondo momento, dopo aver incassato il via libera in aula e aperti i termini per le osservazioni, si inizierà a entrare nel merito delle singole aree anche in base alle richieste che i proprietari metteranno sul tavolo dell’ente, oltre che naturalmente in virtù delle indicazioni delle giunta, alcune delle quali già fornite agli uffici. Per il momento i tecnici guidati dal dirigente Giuliano Maria Mastroforti e coordinati dall’assessore Antonio Cappelletti hanno messo in ordine le circa 500 istanze di variante pervenute negli ultimi tre anni dalla cittadinanza.
Cittadini chiedono di costruire 400 mila mq L’esito del lavoro, illustrato dal geometra Paolo Bordoni, ha fatto emergere richieste di edificabilità per 1.150.980 metri quadrati a fronte di quelle in diminuzione, vale a dire di declassificazioni, ferme a 759.766 metri quadri. A tirar le fila emerge un saldo positivo di circa 400 mila metri quadrati con gli spoletini, dunque, ancora intenzionati a costruire su terreni di proprietà. Ma la possibilità di presentare istanze a Palazzo per modificare lo status delle aree non è esaurita. Anzi già mercoledì in giunta potrebbe essere approvato il bando pubblico di partecipazione ai privati definito dal Comune in collaborazione con alcuni docenti ordinari della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia.
Bando per accordi urbanistici con l’ente A fornire i margini per elaborare l’avviso è stata la legge regionale 1 del 2015, cioè il nuovo Testo unico di governo del territorio, che all’articolo 27 norma la possibilità di «concludere accordi con i privati al fine di assumere previsioni di assetto del territorio condivise con i soggetti interessati e coerenti con gli obiettivi strategici degli atti di pianificazione» naturalmente nel rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento, pubblicità e partecipazione. Con l’atto, atteso la prossima settimana in commissione urbanistica e verosimilmente quella successiva in consiglio, gli amministratori contano di comporre l’interesse dei proprietari con quello dell’ente che nell’ambito degli accordi urbanistici «potrebbe rispondere positivamente ai privati e acquisire – per dirla con le parole dell’architetto Mastroforti – un parco immobiliare da destinare a edilizia residenziale pubblica o interventi utili per la comunità, come può essere un asilo nido».
Cappelletti: «Prg fatto con pochi soldi e poco tempo» I cittadini, inoltre, potranno farsi avanti con le proprie istanze anche attraverso il metodo tradizionale, vale a dire entro il termine dei 60 giorni previsti per le osservazioni successive all’adozione del consiglio del Prg parte strutturale. Lo strumento urbanistico, come detto, sarà estremamente leggero e ben poco particolareggiato almeno fino alla definizione della parte operativa «perché – ha spiegato l’assessore Cappelletti – soldi e tempo per fare diversamente non ne avevamo, alla luce delle criticità di bilancio e dell’urgenza di mettere in sicurezza lo strumento urbanistico».
Grane giudiziarie Il Prg di Spoleto è infatti stato annullato dal Tar dell’Umbria con sentenza confermata dal Consiglio di Stato e più recentemente anche dalla Cassazione, tuttavia se finora il via libera del consiglio comunale all’interpretazione autentica della norma ha rappresentato un salvagente, resta il rischio di ritrovarsi a dicembre a fare i conti con una nuova pronuncia del Tar, alla luce del procedimento avviato dai cittadini proprio sulla delibera sanante votata in aula. Da qui l’urgenza di centrare entro la fine del 2015 la messa in sicurezza il Prg.
Addio a svincolo sud Gli uffici dell’urbanistici dell’ente, intanto, hanno anche redatto il Rapporto ambientale preliminare per la Vas (valutazione ambientale strategica) «per il quale – ha detto Cappelletti – devo ammettere che la certificazione Emas conseguita dall’ente ci è tornata molto utile, snellendo di parecchio le procedure». In questa fase, infine, si è anche provveduto a rimuovere dalla previsioni urbanistiche lo svincolo sud, la viabilità che avrebbe dovuto collegare San Giacomo con San Brizio, mentre è stata confermata la variante di San Martino in Trignano.
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