L'anfiteatro abbandonato (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

L’Ase potrebbe traslocare all’ex caserma Minervio. A mettere al centro del tavolo della giunta l’ipotesi è direttamente l’assessore ai lavori pubblici, Angelo Loretoni, che vorrebbe portare gli uffici dell’azienda comunale all’interno dei locali già recuperai dell’immobile, inserito all’interno del quartiere abbandonato del centro storico, dove prende posto anche l’anfiteatro romano.

L’anfiteatro abbandonato: fotogallery

Ase all’ex caserma Minervio Qui la precedente amministrazione ha portato a termine la riqualificazione di circa 400 metri quadrati inizialmente destinati al comando della polizia municipale, operazione mai andata in porto per questioni mai chiarite. A interventi conclusi, i locali in questione finirono nel mirino di tre baby vandali che nel giro di un’ora riuscirono a realizzare oltre 10 mila euro di danni e a disegnare un fallo di grandi dimensioni su un affresco del Cinquecento, scoperto e recuperato pochi mesi prima. La soluzione a cui lavora Loretoni nasce proprio dal tentativo di strappare all’abbandono anche quei 400 metri quadrati della Minervio riqualificati, ma pure dall’arrivo a scadenza del contratto di locazione dell’attuale sede di Ase, quella in via dei Filosofi.

Messa in sicurezza Da qui la proposta dell’assessore che conta di chiudere il cerchio dell’operazione consegnando al bilancio del Comune circa 38 mila euro, tanto quanto costa alle casse di fatto pubbliche il canone di locazione dell’Ase in esaurimento ad Aprile. Per portare a casa il risultato sono in corso una serie di valutazione tecniche che si incroceranno anche quelle avviate per i 2 milioni di interventi di messa in sicurezza dell’area dell’anfiteatro, quartiere del centro storico abbandonato in cui insiste l’ex caserma Minervio. Gli interventi finanziati dalla Regione permetteranno di recuperare  circa 2 mila metri quadrati di coperture di stabili, su oltre 5,500. In questo senso la presidente Catiuscia Marini, ospite a Panorama d’Italia, ha manifestato apprezzamento per l’avvio di questi interventi, ribadendo che la partita resta ben più vasta soprattutto sul fronte del reperimento dei fondi da assegnare al quartiere abbandonato, giudicato una ferita aperta per il centro storico.

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