Garantire assistenza alle persone con disabilità in contesti accoglienti e familiari, ma anche laboratori e progetti. Questo fa la fondazione Oami (opera assistenza malati impediti) fondata nel 1961 a Firenze da monsignor Nardi e presente a Spoleto, precisamente a Baiano, con la casa famiglia Sant’Antonio, realizzata in un ex convento poi trasformato in casa colonica contadina.

Marini in visita all’Oami di Spoleto Qui giovedì è arrivata la governatrice Catiuscia Marini accompagnata da Egidia Patito, presidente dell’associazione Oami, e dal vicesindaco Maria Elena Bececco. Ad accoglierle, oltre agli ospiti, i volontari che ogni giorno operano all’interno della struttura. Durante la visita è stato spiegato come, oltre alle normali attività connesse alla cura di persone con disabilità, l’associazione garantisca ai propri assistiti, in numero mai superiore alle venti unità residenziali, la socializzazione preservandoli, il più possibile, dalla solitudine. Ed è proprio per questa ragione che la casa famiglia Sant’Antonio di Spoleto organizza una serie di attività come il laboratorio creativo realizzato internamente alla sede; un laboratorio di artigiano ceramica e materiali e un progetto di turismo accessibile chiamato Pure Io, progetti sviluppati in collaborazione con la Arcidiocesi di Spoleto-Norcia. La presidente Marini, a margine della visita, ha ringraziato tutti i presenti per l’impegno profuso e ha sottolineato che all’interno della casa famiglia ha trovato «tanta generosità, impegno civile, volontariato e vicinanza verso chi ha più bisogno di cure, attenzione ed affetto».

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