Spoleto ricorda Cesare Maiocchi, per tutti “Cesarino” e lo fa intitolandogli il centro sportivo di San Nicolò. La cerimonia, nell’ambito della quale è stata scoperta la targa, è stata organizzata domenica mattina e a partecipare sono stati tanti dei «suoi ragazzi», alcuni ormai anche pensionati, il sindaco Andrea Sisti e altri componenti dell’amministrazione, ma soprattutto la nipote Donatella Maiocchi. Lei, commossa, ha ricordato: «Ricordo come fosse ieri quando mia nonna e mia madre facevamo litri e litri di tè per i ragazzi che giocavano, perché allora non c’erano integratori e questo era uno dei modi che aveva per prendersi cura di loro. Mia nonna lavava le maglie, mio nonno le recuperava a fine partita e poi le ridava ai ragazzi. È stato il mio primo mentore, mi ha aiutato ad essere la persona che sono oggi, e si è sempre prodigato per la pace, realizzando peraltro nei fatti l’integrazione di cui si parla oggi». Partigiano, sindacalista, allenatore e dirigente della Stella Rossa, società di calcio a cui ha dedicato con passione gran parte della sua vita, oggi di Maiocchi resta l’eredità umana, fatta soprattutto di tenacia e generosità, che il consigliere Enzo Alleori ha voluto riconoscere ufficialmente, facendosi promotore della proposta di intiolazione del centro sportivo di San Nicolò. Sulla targa scoperta nelle ultime si legge: «In memoria di Cesare Maiocchi, uomo carismatico che con determinazione e grande umiltà ha dedicato la sua vita all’integrazione e all’inclusione dei giovani attraverso lo sport».
Spoleto, intitolato a Cesare Maiocchi il centro sportivo di San Nicolò
Partigiano, sindacalista e allenatore, la nipote: «Si è sempre prodigato per la pace e ha realizzato coi fatti l’integrazione»






