di Chiara Fabrizi
Ha attraversato l’intera città del Festival il corteo dei lavoratori della ex-Pozzi, affiancati, come era stato annunciato, dalle maestranze della Panetto&Petrelli e del gruppo Novelli, ma anche dagli studenti medi, dalle organizzazioni sindacali e da esponenti del mondo politico istituzionale.
La solidarietà della città Dal piazzale della Stazione i lavoratori hanno attraversato viale Trento e Trieste e raggiunto piazza Garibaldi. Qui, alle porte del centro storico, il corteo ha incassato la solidarietà dei commercianti, saracinesche abbassate e luci spente. Una serrata simbolica, quella della categoria, che però ha interessato la quasi totalità delle attività del centro o almeno, va detto, quelle sopravvissute a una crisi che non ha mancato di picchiare duro anche il comparto del commercio.
Istituzioni e politica In piazza sono scese anche le istituzioni, presente il sindaco Daniele Benedetti, l’intera giunta, buona parte del consiglio e i rappresentanti delle istituzioni provinciali, oltre all’assessore regionale Vincenzo Riommi e ai parlamentari umbri Gianpiero Bocci, Carlo Emanuele Trappolino e Marina Sereni. Diversi anche gli esponenti politici e i candidati di casa Pd e Sel.
Il corteo al tribunale Il corteo dei lavoratori ha raggiunto a metà mattina corso Mazzini, presidiando per più di mezz’ora il tribunale dove, in giornata, ma non è escluso che slitti a giovedì, sono attesi i vertici del polo di Santo Chiodo con la proposta di concordato preventivo.
Il consiglio comunale Una delegazione di operai, fin dai primi minuti, ha seguito i lavori del consiglio comunale convocato, in seduta aperta e straordinaria, proprio intorno all’emergenza lavoro. In aula, oltre all’intera giunta e il sindaco Daniele Benedetti, era presente l’assessore Riommi che alle decine di operai in difficoltà ha spiegato le difficoltà che sempre hanno contraddistinto il rapporto con la proprietà: «Non ci avevano nemmeno detto che avevano presentato richiesta di concordato in tribunale, sappiamo che c’è un piano sull’alluminio (si parla da tempo dell’ingresso di un gruppo francese, ndr) ma non conosciamo i dettagli e poi bisogna stare attenti al potenziale trasferimento delle tecnologie. Sulla ghisa – ha precisato Riommi – la proprietà ci ha detto che è pronta a mettere dei soldi, ma c’è da monitorare». L’assessore ha poi accolto la richiesta del sindaco Benedetti che, nei giorni scorsi, alla presidente Catiuscia Marini aveva chiesto l’attivazione di un tavolo di crisi sul caso Spoleto.

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