I pini del Flaminio

di Chiara Fabrizi

Via al taglio di otto pini al centro sportivo Flaminio. Ci sarebbe il rischio di mancata omologazione del campo di calcio paventata dalla Figc al centro del via libera della giunta comunale all’abbattimento degli alberi presenti lungo via delle Crocerossine. Provvedimento subito contestato dal prof Bernardino Ragni, professore universitario di biologia ambientale: «Anche il costoso studio Paganini di Viterbo che ha prodotto la pesantissima relazione fitosanitaria e dendrostatica salvava i pini della zona ora depauperati dal Comune».

Addio a otto pini del Flaminio In particolare, sull’abbattimento degli otto alberi che costerà circa 6 mila euro il municipio si difende spiegando che «in un primo momento per permettere il normale utilizzo del campo sintetico era stato ipotizzato unicamente il taglio delle radici. Come si legge nella relazione tecnica dell’ufficio ambiente – spiegano dal Comune – l’intervento avrebbe predisposto gli alberi con altezze superiore a 15 metri a deperimenti e cedimenti non prevedibili, mettendo a rischio l’incolumità delle persone che utilizzano il campo sportivo o transitano nell’area. Da qui – prosegue la nota del municipio – la decisione della giunta che ha autorizzato il taglio per salvaguardare la pubblica incolumità e per confermare l’utilità pubblica del Centro sportivo Flaminio, su cui pende un muto di fino al 2021 con quote annue di 68 mila euro. Nell’area – evidenzia infine l’ente – si allenano e giocano settimanalmente più di 200 bimbi e quattro squadre di calcio della città che ogni weekend affollano con genitori, accompagnatori, appassionati e amici si recano abitualmente per seguire insieme le partite».

Ragni: «Esclusa necessità di taglio» Ricostruzione dei fatti che non convince neanche un po’ Bernardino Ragni, professore universitario di biologia ambientale. L’esperto nei giorni scorsi ha infatti compiuto un sopralluogo al Centro sportivo Flaminio, il cui esito è poi stato comunicato formalmente al sindaco Fabrizio Cardarelli: «Si tratta di esemplari di pino con più di 85 anni, tutti sono in buone o eccellenti condizioni sia vegetative che statiche nonostante la maggioranza degli alberi sia stata in passato potata senza la minima competenza e sensibilità. Non si rileva – prosegue il prof Ragni – alcuna deformazione della strada né del campo di calcio, ma solo modeste alterazioni delle componenti in cemento degli spalti anche se nessuna può rappresentare un rischio per gli utenti». Ergo: «È assolutamente da escludere la necessità di qualsiasi intervento di potature o rimozione dei grandi alberi che invece andrebbero conservati scrupolosamente perché – dice l’esperto – nel complesso via delle Crocerossine, attualmente in abbandono, rappresenta un sito di grande valore storico e identitario che andrebbe valorizzato dal punto di vista culturale, ambientale, ricreativo e sportivo».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.