Si riaccendono i riflettori sul futuro del Centro di ricerca per l’ovilcoturna di Spoleto (Cra). A bussare alle porte della Regione e del ministero per le Politiche agricole è però il consiglio comunale di Vallo di Nera che, su proposta del sindaco Agnese Benedetti e del consigliere Adolfo Rosati, che del Cra è ricercatore, hanno approvato un ordine del giorno.

Cra Spoleto a rischio chiusura Nella sostanza si tratta di un appello alle istituzioni affinché si mettano in sicurezze le prospettive del Centro di via Nursina, fondato oltre 100 anni fa. In particolare nel documento si spiega che con la legge di stabilità il Cra, 47 sedi in Italia con l’Umbria coperta solo da Spoleto, è stato commissariato con l’obiettivo di definire una riorganizzazione che consegni la riduzione del 50% delle articolazioni territoriali.

Appello a Regione Umbria e ministero Politiche agricole «Avendo avuto un turn-over pari a zero negli ultimi decenni e risultando la dotazione organica sguarnita di personale, la sede di Spoleto potrebbe essere tra quelle proposte per la chiusura». Un rischio che in Valnerina, nonostante una modesta vocazione all’olivicoltura, si vorrebbe scongiurare correre, ma è ovvio che con l’allarme su futuro del Cra occorrerà che i territori, a cominciare da Spoleto, facciano quadrato intorno alla storica istituzione, individuando formule di rilancio.

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