Gli addetti alla bonifica a palazzo Leonetti-Luparini nel gennaio 2015 (foto U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

È destinata ad avere sviluppi, verosimilmente anche legali, il caso di Palazzo Leonetti-Luparini dove Ater ha realizzato 9 appartamenti da destinare a giovani coppie all’interno dei quali, però, il 30 dicembre 2014 gli inquilini hanno trovato zecche di piccione.

Zecche nelle case dell’Ater Già, perché la disinfestazione compiuta in fretta e furia il 2 gennaio non è bastata e da venerdì è scattato il primo di un ciclo di trattamenti che proseguiranno fino al 18 marzo. Le bonifiche, però, non interesseranno solo la facciata laterale sinistra dello storico edificio, bensì anche gli appartamenti consegnati a metà novembre 2014 e i locali nelle disponibilità del Comune. Da venerdì, infatti, le sei giovani coppie fin qui assegnatarie di altrettanti alloggi (3 risultano ancora disponibili) hanno dovuto liberare le case e trasferirsi altrove fino a lunedì, quando dopo l’irrorazione dei gas tossici potranno rientrare in casa.

Disagi per le 6 giovani coppie I traslochi temporanei di quattro giorni dovranno ripetersi in concomitanza con gli altri tre trattamenti programmati per sabato 14 febbraio, martedì 3 marzo e mercoledì 18 marzo. I disagi, insomma, sono massicci e stando a quanto è stato possibile ricostruire né Ater, né Comune avrebbero predisposto alloggi alternativi da destinare per lo stretto necessario alle sei giovani coppie, di cui tre con figli molto piccoli. E così in questa fase tutti sono stati costretti a bussare alla porta di genitori e familiari per chiedere ospitalità.

Bonifica mai eseguita Perché non sia stata fatta una bonifica prima non è chiaro. Il direttore dei lavoro Marco Cochetta nei giorni scorsi ha spiegato: «L’edificio è stato per anni dimora incontrastata dei piccioni e al momento dell’accensione degli impianti di riscaldamento le uova si sono schiuse, la bonifica – articola – non era possibile prima dei lavori perché il palazzo non aveva le finestre, una volta fatte le finiture nessuno ha rilevato la presenza di queste uova». Inutile dire, però, che proprio in virtù della nota presenza dei piccioni le perplessità sulla mancata previsione di un trattamento disinfestante restano.

Infiltrazioni per maltempo Ma non è tutto. Ora che la misura tra gli inquilini inizia a essere colma, emerge anche che nei giorni immediatamente successivi all’assegnazione degli alloggi si sono resi necessari una serie di interventi di manutenzione sia agli infissi che alla caldaie. In particolare, in occasione di piogge abbondanti in alcuni appartamenti si sono registrate significative infiltrazioni di acqua dalle finestre, ma anche dal tetto, così come, ma qui il maltempo non c’entra, le caldaie installate hanno fatto fin da subito rilevare delle perdite.

Ascensori spento Un via vai continuo di tecnici a cui è poi succeduto quello degli addetti alla disinfestazione, mentre le mamme e i papà residenti a palazzo Leonetti-Luparini attendono, tra le altre, di conoscere la data di attivazione dell’ascensore interno, per capire da quando potranno evitare di caricarsi sulle spalle per una cinquantina di scalini passeggini e carrozzine.