Consiglio comunale di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Via libera del consiglio all’acquisizione al patrimonio comunale di un parcheggio di Santo Chiodo e al pagamento al proprietario di circa 86 mila euro attraverso prelievo dal fondo rischi di bilancio. Si è chiusa così dopo oltre 20 anni il caso dell’esproprio evidentemente mai perfezionato di cui incredibilmente non esistono documenti né formali né sostanziali, tanto che il terreno è dal 2010 al centro di un contenzioso tra il Comune e il cittadino proprietario a cui cinque anni fa l’Agenzia delle entrate ha richiesto il pagamento dell’Ici.

Esproprio non perfezionato La vicenda affonda le radici negli anni Ottanta quando su Santo Chiodo venne varato il Piano insediamento produttivi (Pip) la cui realizzazione è stata affidata al Consorzio aree industriali a colpi di espropri e classificazioni urbanistiche delle aree, da capannoni ad aree verdi fino per l’appunto a parcheggi. Ma degli atti e documenti connessi, come emerso lunedì in consiglio comunale tra la ricostruzione del consigliere Stefano Proietti (Rinnovamento) e Massimiliano Capitani (Pd), si è inspiegabilmente persa ogni traccia. Nel 1994 sono poi iniziati i lavori per la realizzazione dell’attuale area industriale e il terreno è stato trasformato in parcheggio nell’ambito di un esproprio che a quanto pare non è mai stato perfezionato sotto il profilo formale ed economico, anche qui sono stati sollevati una serie di dubbi dai consiglieri di opposizioni ma mancando gli atti nessuno è riuscito a far chiarezza.

Ok ad acquisizione per 86 mila euro Sedici anni dopo l’avvio dei lavori, vale a dire nel 2010, l’Agenzia del territorio e delle entrate hanno predisposto una maxi operazione di controllo mirata alla rilevazione di immobili fantasma recapitando al proprietario cartelle di pagamento per Ici dovuta ma mai versata. A quel punto si è aperto il contenzioso con il proprietario che ha richiesto la restituzione dell’area o il pagamento delle somme dovute, circa 202 mila euro. La vicenda si è trascinata fino al luglio scorso quando la giunta, alla luce dell’accordo bonario raggiunto intorno alla cifra di 86 mila euro, ne ha proposto l’acquisizione al patrimonio comunale, giudicando più onerose le pratiche di restituzione. La pratica mercoledì scorso è approdata in commissione bilancio, dove a maggioranza è stato dato parere favorevole, e lunedì in aula dove è seguito il via libera (13 favorevoli e 7 astenuti) al prelievo della somma dal fondo rischi.

Respinti timori su rischio casi analoghi Nel dibattito il consigliere Elisa Bassetti (M5s) ha affermato: «Siamo rimasti tutti interdetti da questa pratica – sono state le sue parole – e ci chiediamo quante pratiche analoghe siano in sospeso e quanto ammontino gli oneri per il Comune». A rassicurare il dirigente Massimo Coccetta: «Altre situazioni analoghe non ce ne sono, anche perché ormai sono passai 20 anni sufficienti per l’usucapione». «»

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Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.