Il sindaco Todini sabato mattina di fronte al suo nuovo «ufficio» (Foto F.Troccoli)

«Resteremo qui fino a quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, nel quale riponiamo la nostra fiducia, non convocherà l’incontro, più volte sollecitato, tra Comune, Regione, Dipartimento della Protezione civile e soprattutto ministero del Tesoro, per programmare tempi e modalità di stanziamento dei fondi necessari alla ricostruzione pesante, ovvero 100 milioni di euro come certificato dalla stessa Protezione civile». E’ pronto a dare battaglia il sindaco di Marsciano Alfio Todini che sabato mattina, come promesso, ha fatto montare una tenda di fronte alle mura del castello di Spina, uno dei borghi più colpiti dal terremoto del dicembre 2009.

Tutti in tenda La tensostruttura sarà presidiata, a partire da sabato mattina, da amministratori, rappresentanti delle forze politiche, associazioni e cittadini. Al suo interno si potranno svolgere incontri istituzionali e si trasferiranno alcune attività dell’Amministrazione comunale e di alcune associazioni locali. Lunedì mattina Todini sposterà nella tenda di Spina i suoi appuntamenti. Martedì vi si svolgerà la giunta comunale e nel pomeriggio un incontro tra amministrazione e associazioni del mondo dell’agricoltura. E così via nei giorni seguenti con un programma di attività che verrà reso noto di volta in volta.

«La riscostruzione è un diritto» (Foto F.Troccoli)

Basta silenzio «La forma della protesta eclatante – spiega Todini – non appartiene al nostro Dna. Me se questo è l’unico modo per avere la giusta attenzione da parte di chi è chiamato a dare risposte non ci tireremo indietro. E se necessario arriveremo a protestare anche davanti palazzo Chigi a Roma. Perché quello che spaventa, in tutta questa vicenda, non sono le difficoltà che possono essere avanzate nel reperire i fondi necessari alla ricostruzione, ma l’atteggiamento di non ascolto, il silenzio, che arriva da Roma. È questo che non è più tollerabile».

Dieci milioni per dieci anni Consci del momento non proprio roseo che le casse statali stanno attraversando, Todini lancia una proposta: «Basterebbe – dice – che il Governo programmasse lo stanziamento di dieci milioni l’anno per dieci anni. Questo consentirebbe di programmare e far partire da subito la ricostruzione pesante, ridando così certezze alle tante famiglie che oggi non sanno quando potranno tornare nelle loro case. È un impegno possibile quello che chiediamo al Governo a tutela dei diritti dei cittadini».

Nella tenda si terranno le riunioni di giunta (Foto F.Troccoli)

Mattoni e futuro «La nostra – conclude Todini – è una comunità operosa che anche in questa vicenda ha saputo rimboccarsi le maniche e lavorare. Come Istituzioni locali abbiamo fatto tutto quanto ci è stato chiesto da Roma per arrivare ad una definizione dei costi e per far partire la ricostruzione leggera, superando anche molte difficoltà burocratiche. Il Governo ora non può rimanere in silenzio, perché il tema non è solo quello di ricostruire le mura ma quello, ben più importante, del ridare una prospettiva a tutto un territorio e alle sue famiglie».

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