Perugia spende troppi soldi pubblici, 1.057 euro per abitante quando ne basterebbero 734 risultando maglia nera in Italia. E’ quanto emerge dalla classifica sul fabbisogno standard calcolato da OpenCivitas, la nuova Banca dati del ministero dell’Economia e la spesa storica effettiva. Si tratta della spesa per i vari servizi afferenti alle funzioni considerate fondamentali dei comuni e i dati si riferiscono al 2010.
Scostamento record Il Comune di Perugia, secondo questi numeri, fa registrare tra le città con più di 60 mila abitanti il più ampio scostamento negativo tra il fabbisogno standard per abitante e la spesa storica effettiva: 734 euro contro 1.057,con una differenza di -31%. Il Comune più virtuoso è risultato quello di Lamezia Terme, che ha speso 29 euro per abitante contro il fabbisogno standard calcolato dal Mef di 607 euro, con una differenza percentuale positiva del 41%. Tra i capoluoghi di regione, invece, Torino ha registrato nel 2010 il maggior scostamento positivo (+7%) fra fabbisogno standard e spesa storica effettiva. Roma registra un -7% e Milano un +1%. Bologna -5 e Campobasso +15%. Ancona -3 e Firenze -10. Risultato speculare rispetto al capoluogo toscano per Genova che registra un +10%.
Le implicazioni La banca dati OpenCivitas, come spiega il Corriere della sera, è stata creata dal ministero per valutare il fabbisogno standard per abitante – calcolato tenendo conto dei servizi offerti, delle caratteristiche territoriali e degli aspetti sociali, economici e demografici della popolazione residente – e la spesa storica effettiva. In pratica un modo di soppesare la spesa pubblica locale che, in futuro, permetterà di assegnare anche in maniera più equa le risorse statali, superando anomalie come quelle evidenziate nelle regioni del Sud. I fabbisogni standard «servono per una operazione di efficientamento della spesa», ha precisato al Corsera il commissario alla spending review Carlo Cottarelli, sottolineando che già si sta lavorando per implementare la banca dati con quelli del 2011 e del 2012. La banca dati è accessibile da oggi a tutti i Comuni, ma «entro ottobre», assicura il sottosegretario all’Economia Pier Palo Baretta, le informazioni saranno disponibili per tutti i cittadini.
