Da sinistra Pavone, Latanà, Cardarelli e Garofalo

di C.F.

«Stiamo quantificando il danno economico che Trenitalia con la soppressione del Frecciabianca ha causato a Spoleto e comprensorio, poi presenteremo il conto e se non vorranno sedersi a discutere li citeremo in giudizio».

Ripristino Frecciabianca per Spoleto Questa l’azione legale a cui sta lavorando l’Adoc (associazione difesa e orientamento dei consumatori) guidata dal presidente Antonio Garofalo che, sabato mattina a Palazzo Mauri, ha anche proposto uno sciopero dei pendolari e confermato il sostegno all’iniziativa di raccolta firme lanciata a fine ottobre dal comitato viaggiatori. A rincarare la dose il sindaco Fabrizio Cardarelli: «La Regione Umbria in questa battaglia ci ha abbandonato, dopo peraltro averci preso in giro con le false promesse dell’ex assessore e oggi consigliere Silvano Rometti». Ma andiamo con ordine. Adoc alla metà di gennaio ha scritto ai vertici di Trenitalia chiedendo l’immediato ripristino della fermata del Frecciabiana Ravenna-Roma e ritorno, soppressa nel dicembre 2011. Ma al momento nessuno ha risposto, tanto che al lavoro per la richiesta di risarcimento dal danno, che muove tra gli altri dalla contrazione dei flussi turistici registrata nel 2012 (-1,9% presenze), si sono messi i legali dell’associazione.

Risarcimento del danno Gli avvocati  Francesco Pavone e Rosa Lanatà sostengono, infatti, che «Trenitalia con la soppressione sta violando il regolamento comunitario 1370 del 2007 relativo ai servizi pubblici di trasporto, ma anche la convenzione per la protezione del patrimonio Unesco siglata dall’Italia nel 1978, nella parte in cui impegna gli Stati a promuovere i siti Unesco come Spoleto». In questo senso, Garofalo ha anche paventato «il rischio di perdere il riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità per mancato rispetto dei termini della convenzione». Oltre alla quantificazione del danno, l’associazione dei consumatori sta fortemente sostenendo la raccolta firme del comitato viaggiatori, ma è anche pronta ad appoggiare forme di mobilitazione più massiccia: «Sulla partita per il ripristino del Frecciabianca percepisco – ha detto il presidente dell’Adoc – una sorta di rassegnazione tra gli spoletini, ma i cittadini devono comprendere che come consumatori hanno una grande forza, per questo possiamo anche proclamare uno sciopero di uno o due giorni sull’utilizzo del trasporto ferroviario».

Cardarelli: «La Regione ci ha abbandonato» Capitolo a parte quello dei costi che Trenitalia sosterrebbe per far fermare il Frecciabianca a Spoleto. E qui a calcare la mano è il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Sono convinto la stima di 300 mila euro annui di spesa per due fermate al giorno sia una grossa baggianata, non discuto sull’esigenza di far quadrare i conti ma dico proviamo tre mesi a istituire un collegamento veloce con Spoleto e poi valutiamo. Eppure non riusciamo a spuntarla perché se da una parte registriamo una forte e immotivata resistenza da parte di Trenitalia, dall’altra constatiamo l’assenza totale di appoggio da parte della Regione, nonostante le false promesse dell’ex assessore Rometti».

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