La riunione delle presidi a Norcia

di Chiara Fabrizi

Da una tenda di Norcia i dirigenti scolastici dell’Umbria lanciano l’appello al ministro Stefania Giannini: «Maggiore attenzione per le zone della regione colpite dal sisma e continuità nella direzione dell’Ufficio scolastico regionale, attualmente retto dalla dottoressa Sabrina Boarelli ma con incarico in scadenza il primo ottobre». Da Perugia a Terni passando per Orvieto, Città di Castello, Foligno e Spoleto è questa la richiesta indirizzata al governo che arriva dai presidi delle scuole umbre mercoledì si sono riuniti in una delle tende pneumatiche della protezione civile montate di fronte al Battaglia di Norcia inserito nell’istituto comprensivo guidato da Rossella Tonti.

TUTTO SUL TERREMOTO

Presidi in tenda a Norcia Al suo fianco una ventina di colleghe e colleghi in rappresentanza di tutti i dirigenti scolastici della regione che hanno elaborato un documento inviato al ministro Giannini: «In una stagione segnata dall’emergenza che sta interessando anche alcuni lembi dell’Umbria ma anche dalla mobilità territoriale annuale ancora da terminare, dal concorso docenti non ancora giunto al capolinea, da organici Ata insufficienti e da nuove procedure introdotte con la Buona scuola è fondamentale garantire continuità nella direzione dell’Usr, ben rappresentata dalla Boarelli che conosce approfonditamente la realtà della scuola umbra, tanto da averla guidata con lungimiranza, rispetto e attenzione. Perdere una leadership capace in questa fase significherebbe catapultare le scuole della regione nel caos».

Appello al ministro Giannini Da qui la richiesta alla Giannini chiamata «a fornire supporto anche con misure straordinarie perché – scrivono i dirigenti scolastici – da una parte le scuole di Norcia stanno vivendo una condizione particolare e delicatissima, dall’altra a dover essere tutelato è l’intero sistema regionale dell’istruzione». I presidi chiedono, in sostanza, di prorogare in qualche modo la Boarelli così da assicurare stabilità in un periodo particolarmente complesso per le scuole, fermo restando che allo stato attuale non risultano ancora attivate le procedure per l’assegnazione dell’incarico vacante dal primo ottobre. Per intendersi il governo ha garantito la permanenza nelle rispettive scuole dei docenti provenienti dalle aree terremotate che diversamente avrebbero perso il posto, ma poi la revisione delle assegnazioni necessita del direttore dell’Usr per essere attuata.

Consiglio comunale straordinario Se l’appello al ministro Giannini «che ben conosce l’Umbria» sarà ascoltato lo si capirà nelle prossime ore, così come per giovedì sono attese in Comune a Norcia le offerte da parte delle ditte invitate alla procedura negoziata per la fornitura stimata in circa mezzo milione di euro della struttura modulare e prefabbricata in cui verranno collocate le venti classi dei bimbi delle elementari (ancora in tenda) e materna la cui scuola è stata gravemente danneggiata dal sisma. Qualcosa in più sull’aggiudicazione con relativi tempi di installazione e quindi operatività lo si potrà, invece, capire venerdì mattina nell’ambito della seduta straordinaria del consiglio comunale convocato anche per discutere e votare la variazione di bilancio relativa all’operazione di noleggio dei moduli da adibire a scuola.

Sfollati All’ordine del giorno anche la relazione del sindaco Nicola Alemanno chiamato, a 40 giorni dal sisma, a fotografare lo stato dell’arte delle attività fin qui svolte ma anche sulle problematiche che si continuano a fronteggiare, a cominciare dagli sfollati. Il bilancio diffuso mercoledì sera dalla Dicomac (direzione comando e controllo) della protezione civile segna un’altra significativa diminuzione rispetto a quella di lunedì, con la popolazione assistita che si è ulteriormente  ridotta da 371 unità alle attuali 327. Di queste 252 sono a Norcia, cinque a Cascia, dodici a Preci, tredici a Monteleone di Spoleto, quattro a Scheggino, 35 a Sellano e sei a Vallo di Nera. «Di questi – spiega il dirigente della protezione civile regionale, Filippo Battoni – meno del dieci per cento sono alloggiati nelle tende, mentre tutti gli altri sono stati collocati in albergo o in strutture ricettive»”. Discorso a parte per le persone che hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione, ossia 600 euro al mese e a famiglia che saranno erogati fino al rientro nelle rispettive abitazioni dopo i lavori di ricostruzione resi necessari dal sisma del 24 agosto. In particolare nella tendopoli di San Pellegrino (Norcia) da lunedì il numero degli assistiti si è dimezzato, passando da una quarantina scarsa ai diciannove contati ieri sera.

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