di Daniele Bovi
Trenta minuti di attacco, difesa, una chiamata alla città perché si mobiliti e un proposito molto molto ambizioso: «Sconfiggeremo l’uso delle sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol». Dopo la notte di follia dell’8 maggio nel corso della quale due bande di magrebini e albanesi hanno messo sottosopra il salotto cittadino, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali sceglie di parlare al Consiglio comunale. Lunedì pomeriggio ricostruendo i fatti della scorsa settimana il sindaco ha detto che questi possono inquadrarsi anche come «il frutto della pressione esercitata in questi mesi dalle forze dell’ordine: la gravità di quello che è successo sta nel fatto che per un periodo di tempo non breve il centro è stato fuori controllo da parte dello Stato. Nella nostra città non si era mai vista una macchina delle forze dell’ordine presa a bastonate».
Più poteri Uno Stato del quale Boccali si sente rappresentante ma dal quale vorrebbe interventi e poteri più incisivi. Mercoledì a Roma è previsto l’incontro con il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri e, in quella sede, il sindaco chiederà «più interventi di intelligence per togliere lo spaccio dal centro ma senza nascondere la polvere sotto il tappeto. Prima bisogna sconfiggere le centrali criminali che stanno più in alto. Non tutto è delegabile ad un solo uomo anche se sento tutta la responsabilità del mio ruolo: ai fatti della scorsa settimana si deve contrapporre una reazione pesantissima da parte mia e delle forze dell’ordine che devono essere più visibili. Mi sto prendendo responsabilità che vanno oltre le mie perché sono un uomo dello Stato che non insulta le altre istituzioni. Ma io non posso rappresentare lo Stato senza avere poteri adeguati per farlo. Quello che voglio è un approccio meno tecnocratico e più concreto».
VIDEO: L’INTERVENTO INTEGRALE DEL SINDACO
L’assemblea del 4 giugno Oltre alle ordinanze emanate da Boccali a carico di alcuni locali del centro, il sindaco chiede al parlamento di accelerare sulla legge che disciplina le polizie locali e di ampliare i poteri di ordinanza ma senza «criminalizzare il divertimento, gli studenti e gli esercizi pubblici che, lo ricordo, sono dei privati». Quello della criminalità non è ovviamente un tema e un problema da affrontare solo a Perugia. E così, nel corso del suo intervento, Boccali annuncia che il 4 giugno prossimo si terrà un’assemblea dei sindaci della regione con i procuratori e i prefetti.
La città si mobiliti Alla città tutta poi Boccali chiede una vera e propria «mobilitazione rompendo il velo di retorica che non ci fa leggere i fenomeni che ci circondano. Noi – dice – abbiamo forse sbagliato nel non comunicare nel modo migliore il fatto che nel costruire una città multiculturale non si può pensare come venti o trenta anni fa: quella città non tornerà e avremmo dovuto spiegare questo con più forza. Da parte nostra non c’è però un atteggiamento fatalista. Alla città, della quale apprezzo i tanti contributi di idee ricevuti, chiedo di impostare il dibattito non pensando a quindici anni fa. La situazione è diversa, tutti ci dobbiamo dare una svegliata». Dalla sua il sindaco rivendica poi di aver «riconquistato alcuni spazi pubblici di Perugia», i grandi eventi e «le iniziative diffuse che ci hanno restituito risultati positivi anche se servirebbe un maggior protagonismo da parte dei privati».
L’EDITORIALE DI ALVARO FIORUCCI: «PERUGIA, LA DROGA E IL FLASH MOB DELLA PAURA»
Lo spazio privato Oltre allo spazio pubblico però il sindaco tira in ballo anche quello «privato» dei perugini. «C’è una percentuale di soggetti che hanno strutturato e alimentato il mercato della criminalità» spiega il primo cittadino pensando a droga e prostituzione: «Se nelle nostre famiglie – ha detto – ci sono figli che si drogano e mariti che vanno a prostitute questo ci impone di affrontare il tema con più forza». Ecco perché allora, repressione a parte, il sindaco spiega che a breve presenterà «un progetto in collaborazione con altre istituzioni che affronterà, in modo non paternalistico, il tema della domanda. Sconfiggeremo l’uso di droghe e l’abuso di alcol, non ci sarà arretramento nella battaglia e qui la criminalità troverà un terreno difficile. Ognuno però si prenda le proprie responsabilità, io lo sto facendo a testa alta».


in bocca al lupo …………
L’uso di droga va bene…l’alcool è meglio che se mette l’anima in pace!!! Io bevo..e parecchio…
Il chiodo fisso della sinistra: multiculturalità e accoglienza. Ed ecco il risultato! L’integrazione è solo una bufala.
Perché non prendiamo ad esempio i paesi bassi??
http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_dei_Paesi_Bassi_in_materia_di_stupefacenti
dove sbaglia il comune è nel non capire che l’aver concesso concessioni edilizie su concessioni edilizie ha creato un vuoto di socialità. il centro, sempre più anonimo, è diventato vulnerabile. quante case da affittare ci sono a perugia? e chi va a vivere in centro? NESSUNO. chi vorrebbe abitare in case fatiscenti a prezzi esorbitanti? La gente scappa, i negozi chiudono, e in questo deserto sociale nasce la criminalità. non c’è più un cinema, i bar sono sempre di meno. Certo le concessioni edilizie per case che nessuno comprerà mai portano soldi contanti e rapidi alle casse del comune. Ma potrebbero anche trattarsi di soldi sporchi, provenienti da quella criminalità che si serve di “anonimi soggetti privi di documenti” per malversare.
i tunisini arrestati, rimpatriati, identificati, saranno subito dopo rimpiazzati da altri. è sotto gli occhi di tutti, oggi ci si indigna, domani si getterà la spugna con gran dignità, tanto per citare De Andrè.
“Nella nostra città non si era mai vista una macchina delle Forze dell’ Ordine presa a bastonate” (ipse dixit).
Vero.
Finora certe scene erano prerogative di Scampia (NA).
Ma Perugia sta scalando in fretta le classifiche, nemmeno allo ZEN di Palermo o dai torpignattari ‘dde Roma si era arrivati a tanto ….meditate, gente!
http://www.youtube.com/watch?v=b8utJhuvf1I
Vi invito ad ascoltare attentamente le parole del Giudice Antonio Ingroia, (dal min. 3.48) in passato delfino del Giudice Paolo Borsellino di cui adesso ne porta l’eredità. Lui fa un’ amalisi corretta e concreta di quella che è la situazione Italiana, evidenziando che il problema non è di singole realtà come Palermo o Perugia, ma è italiano, spiegando anche i motivi e i limiti di quello che viene ancora definito, e ci vuole coraggio, il Bel Paese!