La conferenza stampa in prefettura

di Fabio Toni

Isola felice no. Ma i numeri di Terni, in fatto di sicurezza, premiano il lavoro finalmente coordinato delle forze dell’ordine e disegnano un quadro abbastanza positivo, soprattutto per i reati più sentiti come i furti e le rapine. Ad illustrarli, lunedì mattina, è stato il sottosegretario a ministero degli interni Giampiero Bocci insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine.

VIDEO: PARLA IL SOTTOSEGRETARIO BOCCI

Il passato Nel suo saluto iniziale il prefetto Gianfelice Bellesini ha ringraziato il sottosegretario e sottolineato il lavoro congiunto fra istituzioni e forze di polizia attraverso il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in prefettura. Dopo di lui ha preso la parola il sottosegretario Bocci che ha iniziato ricordando il clima non proprio sereno che si respirava in città poco più di un anno fa: «Il prefetto Bellesini si è insediato a Terni da quasi un anno – ha detto -. La sua presenza è stata subito apprezzata e, possiamo dirlo, non era facile: molti ricorderanno come alcuni avvicendamenti hanno fatto seguito a episodi e ‘incomprensioni’ che hanno rischiato di indebolire il rapporto fra chi rappresenta lo Stato e la città, peraltro conosciuta per le sue tradizioni democratiche e il senso civico».

Le ragioni Il sottosegretario ha poi spiegato le ragioni della sua presenza a Terni: «Sono qui per esprimere l’apprezzamento del governo per il lavoro condotto delle forze dell’ordine che operano in un clima di piena condivisione, grazie anche all’opera del prefetto. Ma sono qui anche per compiere un’operazione di trasparenza e offrire dati oggettivi sulla situazione-sicurezza in questo territorio».

Numeri Prendendo spunto dalle statistiche del Viminale relative ai primi cinque mesi del 2014, il sottosegretario ha sottolineato come, rispetto al 2013, i reati siano diminuiti complessivamente dell’11,6% sul territorio provinciale e del 20,6% nel comune di Terni. Fra le fattispecie in calo ci sono anche i furti (-9,8% in provincia e -16,2% in città) e le rapine in abitazione: tre episodi contro i sette nello stesso periodo del 2013. Gli aumenti riguardano invece gli arresti (+4% su base provinciale), i sequestri di droga e le denunce a carico di stranieri e minori.

Pendolari dei furti «Per un certo periodo di tempo – ha detto Giampiero Bocci – abbiamo assistito a un’ascesa del fenomeno rappresentato da chi, partendo in questo caso soprattutto da Roma, raggiunge la ‘provincia’ per compiere furti e altri reati. Un fenomeno ostico ma che le forze dell’ordine sono riuscite ad aggredire, fino a ridurlo del 25%. Il merito – ha spiegato il sottosegretario – va anche alla procura che ha saputo individuare, in diversi casi di furti, anche le fattispecie dell’associazione a delinquere. Ciò ha portato a un inasprimento delle misure, da me pienamente condiviso».

Immigrazione «È sotto gli occhi di tutti l’emergenza quotidiana che l’Italia, da sola, non può gestire né governare. Per questo chiederemo che l’agenzia di sicurezza europea Frontex venga spostata nel nostro Paese e che l’operazione ‘Mare nostrum’ si trasformi in ‘operazione Frontex’». Sul dato locale, Giampiero Bocci ha parlato di «113 persone provenienti soprattutto dalla Siria, ma anche dal Mali, dall’Etiopia e dall’Eritrea, che il territorio ha saputo accogliere grazie alle sue tradizioni di civiltà, all’impegno dei sindaci e allo straordinario contributo da parte del mondo del volontariato».

Espulsioni I dati, aggiornati al 15 luglio, parlano di 207 espulsioni eseguite in provincia di Terni nei confronti di cittadini stranieri (57 dei quali provenienti da paesi comunitari). Di queste, 71 hanno riguardato soggetti appena usciti dalle carceri di Terni e Orvieto. «Siamo per l’accoglienza e l’ospitalità – ha detto il sottosegretario – ma chi vuole restare, deve rispettare le nostre leggi. Chi delinque deve essere rimpatriato: il rischio altrimenti è che queste persone, una volta uscite dal carcere, si trasformino in ‘manovalanza’ a disposizione delle realtà criminali più strutturate».

Problema-carcere Il recente arresto del nipote di un boss, a Terni per fare visita allo zio detenuto, ha acceso di nuovo i riflettori sugli ‘effetti collaterali’ legati alla presenza sul territorio di un carcere fra i più importanti del centro Italia. «Il problema c’è – ha ammesso il prefetto Bellesini – ma al momento possiamo definirlo sotto controllo. L’attività info investigativa è stata potenziata proprio per scongiurare possibili infiltrazioni. Finora non sono emersi interessi radicati sul territorio da parte di chi raggiunge Terni». Gli fa eco il questore Carmine Belfiore: «L’attenzione è altissima – spiega – e l’interesse delle forze dell’ordine è che queste ‘visite’ siano solo di passaggio. Il fenomeno esiste ma lo stiamo monitorando».

Le ‘ronde’ Periodicamente alcuni cittadini, soprattutto dopo episodi delittuosi di particolare clamore, tornano a parlare di ‘ronde’ e annunciano iniziative per un controllo più diretto del territorio. Da questo punto di vista il parere del questore è chiaro: «Il miglior alleato della polizia è sempre il cittadino – spiega – le cui segnalazioni, anche di semplici anomalie o situazioni strane, sono fondamentali per la soluzione di decine di casi. Non ci si può comunque sostituire alle forze dell’ordine che hanno compiti e competenze adatte allo scopo. Il controllo sociale è cruciale anche dal punto di vista investigativo: ogni informazione, anche se non la utilizziamo sul momento, può tornare utile in seguito».

Bilancio Per il questore, «il dato vero è che più forze dell’ordine ci sono e meglio il territorio viene ‘coperto’. Noi riusciamo a farlo abbastanza bene con i mezzi che abbiamo. Quando sono arrivato a Terni ho capito che fra i problemi c’erano la vicinanza con Roma, con troppi nomadi liberi di raggiungere la nostra città ogni giorno, e la scarsa propensione dei ternani a mettere in atto quei semplici accorgimenti utili a scongiurare i furti. Abbiamo lavorato su entrambi i fronti e i risultati non hanno tardato ad arrivare. E speriamo di potervi dare a breve qualche altra buona notizia».

Le forze dell’ordine A seguire è intervenuto il comandante dei carabinieri Pierluigi Felli che ha illustrato i numeri dell’Arma nel 2013 e ha ricordato come «sono proprio i carabinieri ad occuparsi del 65% dei reati denunciati in totale. Tutto ciò attraverso la presenza capillare sul territorio, garantita dai comandi stazione». Dopo di lui ha parlato il comandante della guardia di finanza, Amedeo Farruggio, che ha sottolineato la «totale sinergia fra le forze dell’ordine, raggiunta grazie ad un coordinamento di alto livello da parte del prefetto». Allo stesso modo Francesco Paolo Di Dio, vicecomandante del corpo forestale dello Stato, ha ricordato l’impegno degli agenti sulla sicurezza ambientale e agro-alimentare: dai casi di abusivismo all’inquinamento (il Cfs si occupa anche della ‘galleria dei veleni’), fino alle verifiche che hanno riguardato e stanno riguardando in particolare gli impianti fotovoltaici, i depuratori e la tutela delle produzioni locali.

La conclusione è stata affidata al ‘padrone di casa’, il prefetto Bellesini, che ha ricordato «l’impegno del sottosegretario Bocci e dell’assessore regionale Fabio Paparelli per i due importanti accordi – il ‘patto per Terni sicura’ e l’accordo regione-minitero – che prevedono nuovi strumenti e attività mirate per incrementare ancora di più la sicurezza sul territorio».

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