di Daniele Bovi
Senza piogge «rilevanti» nei prossimi mesi l’Umbria potrebbe piombare in uno stato di «criticità considerevole» per quanto riguarda la siccità. È questo il quadro che emerge dall’ultima riunione, che si è tenuta nei giorni scorsi, dell’osservatorio dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale. Lo scenario per ora assomiglia a quello di anni siccitosi come il 2002, il 2007, il 2017 e il 2022.
Siccità Se il 2023 infatti si è chiuso con livelli di precipitazioni in linea rispetto alla media storica, nell’ultimo quadrimestre è stato registrato un calo del 25 per cento, con punte di oltre il 50 per cento a settembre e dicembre. Venendo agli invasi, a Montedoglio ci sono circa 80 milioni di metri cubi d’acqua, ma con la fine dei lavori sullo scarico di superficie nei prossimi mesi si potranno superare i cento. La diga di Arezzo sul torrente Marroggia, che serve il comprensorio irriguo della valle sud, allo stato ha un volume disponibile per l’irrigazione pari al 43 per cento «che ancora non garantisce – nota l’Osservatorio – il soddisfacimento dei quantitativi necessari per la prossima stagione».
Laghi e fiumi Uno scenario aggravato anche dall’assenza quasi completa di neve sull’Appennino. Venendo ai laghi, il livello del Trasimeno giovedì era a -1,38 metri sotto lo zero idrometrico, in linea con i livelli estivi. I fiumi Tevere, Chiascio e Paglia poi sono tutti sotto i valori medi del periodo. Nel complesso uno stato di criticità media che al momento non risulterebbe sufficiente a garantire i normali utilizzi, come quello idropotabile o per l’irrigazione, a tassi di erogazione normali. Nel complesso «ci troviamo – spiega l’Osservatorio – in condizioni similari agli anni siccitosi, con una possibile evoluzione, a meno di precipitazioni rilevanti nei prossimi mesi, che potrebbe condurre a uno stato di criticità considerevole».
Il Consorzio L’allarme sulla prossima stagione irrigua – al via a metà aprile – era stato lanciato nei giorni scorsi anche dal Consorzio della bonificazione umbra che, tra poca neve e temperature anomale, prevede «un anno di risparmio d’acqua per l’irrigazione nel comprensorio». Per rendere gli impianti più efficienti sono in corso interventi per circa 15 milioni: 10 sono destinati a sostituire parte delle condotte che dalla diga di Arezzo e per l’installazione di idrocontatori; gli altri 5 serviranno per ampliare l’impianto di irrigazione di Trevi dedicato al distretto del sedano nero, oltre che per ammodernamenti degli impianti tecnologici e per l’installazione di idrocontatori.
Lavori «Contiamo di ultimare entrambi gli interventi nel corso del 2024 – dice il presidente Paolo Montioni – e di poter ottenere un finanziamento per l’ammodernamento degli impianti irrigui a pioggia nel folignate, incluso l’adeguamento della vasca di compenso di San Sebastiano. Oltre questo – aggiunge – effettuiamo un monitoraggio continuo sui nostri distretti irrigui, in vista delle prossime semine primaverili, invitando tutti gli agricoltori a riconsiderare, laddove possibile, i propri piani colturali, tenendo conto delle previsioni della effettiva disponibilità di acqua irrigua».
