Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre l’Italia tornerà all’ora solare. Alle 3 del mattino le lancette dovranno essere spostate un’ora indietro, tornando alle 2. Il cambio segna la fine dell’ora legale, introdotta lo scorso marzo, e resterà in vigore fino al 29 marzo 2026, quando scatterà di nuovo il passaggio all’ora legale.
Il ritorno all’ora solare comporterà giornate con luce naturale più breve: il sole tramonterà prima, ma al mattino sarà possibile beneficiare di un’ora in più di luce. Il cambiamento, come ogni anno, potrà influire sul ritmo sonno-veglia di alcune persone, con piccoli disturbi di adattamento destinati comunque a svanire in pochi giorni.
Da tempo il cambio d’ora è al centro di un confronto a livello europeo. Nel 2018 la Commissione Ue ha proposto di abolire l’obbligo del doppio passaggio annuale, lasciando agli Stati membri la libertà di scegliere se mantenere l’ora legale o quella solare per tutto l’anno. La decisione definitiva, tuttavia, è stata più volte rinviata e la questione resta sospesa.
Al momento, dunque, tutti i Paesi dell’Unione continuano ad adottare l’alternanza stagionale, con eccezioni minori nei territori più a nord, dove la differenza di luce tra estate e inverno rende il cambio meno rilevante.
Il principale obiettivo dell’ora legale, introdotta in Italia in modo stabile nel 1966, era il risparmio energetico. Secondo i dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, nel 2024 il periodo di ora legale ha permesso un risparmio complessivo di circa 80 milioni di euro e una riduzione dei consumi di energia elettrica pari a 370 milioni di kilowattora, equivalenti al fabbisogno medio annuo di circa 140 mila famiglie.
Negli ultimi anni, però, il beneficio economico è andato diminuendo per effetto del maggior uso di dispositivi a basso consumo e della diversa distribuzione dei carichi energetici durante la giornata.
Gli esperti suggeriscono di prepararsi al cambio con piccoli accorgimenti: anticipare gradualmente l’orario dei pasti e del sonno nei giorni precedenti, trascorrere più tempo alla luce naturale durante il giorno e limitare l’uso di schermi luminosi la sera. L’organismo, spiegano i medici, tende ad abituarsi nel giro di due o tre giorni.
